In questo mondo

Riassumendo le notizie di questa settimana:

in questo mondo non c’è posto per i vignettisti,  per i cristiani, per i musulmani, per gli ebrei, per le volontarie, per gli omosessuali, per i romanisti e per i laziali.

L’uomo con la sua intelligenza  riesce a mandare nello spazio altri esseri umani, che stanno lassù per sei mesi,  si fanno il caffè e che ci mandano i tweet per dirci quanto è emozionante vedere la Terra da così lontano.

L’uomo nonostante tutto questo, il progresso e la sua intelligenza , è ancora un primitivo, che ha bisogno di usare i pugni, le mani e le armi per prevalere sugli altri. Ha ancora bisogno di alzare muri per difendere il territorio.

Ce ne sarebbe il tanto per essere  pessimista,  e arrendermi alla legge del taglione. Ma fino quando avrò fiato in gola insegnerò ai miei alunni il rispetto reciproco e che uno non risponde alle offese con i calci e i pugni.

Siamo esseri umani, non bestie. Abbiamo l’uso della parola, possiamo spiegare le nostre ragioni. Possiamo stabilire delle regole. Possiamo far prevalere l’uso della ragione. Possiamo.

Fine settimana

Finestre aperte, infradito, pantaloni corti, maglietta fine fine. 25 gradi e 80% di umidità alle 18.30. Praticamente sto impazzendo a causa del caldo umido. Mentre a nord si parla di accendere le stufe, noi potremmo fare lezione in spiaggia. Avevo già riposto alcuni capi, ma li ho dovuti tirar fuori nuovamente. Spero che il cambiamento poi sia graduale e non ci vengano sparate delle bombe d’acqua, Fra l’altro tra pochi giorni avremo gli anniversari di varie alluvioni. Il clima è cambiato, e purtroppo a livello di organizzazione e di prevenzione, siamo molto indietro. Così ogni due per tre dobbiamo contare i morti dovuti alla poca lungimiranza, agli imbrogli e al menefreghismo.

Chiudo una settimana impegnativa, però ottima in termini di buone notizie sul fronte della salute. L’ecografia è andata bene, molto bene. La dottoressa dice che potrei affrontare tranquillamente una gravidanza, nonostante io pensassi il contrario. Miogine mi ha chiamato in settimana, mentre ero a scuola di sera, per comunicarmi il bel risultato del pap test. Ho visto il suo numero e sono morta e risorta in mezzo secondo. Dal tremore non  riuscivo ad azzeccare i tasti del pc!

E’ iniziato il Sinodo straordinario sulla famiglia e sembra che da parte della Chiesa ci siano aperture alla misericordia nei confronti dei divorziati e risposati, e anche dei gay. Già il fatto che riescano a discuterne serenamente, senza lanciare anatemi o scomuniche, mi sembra una gran bella novità. Costringerei qualcuno a stare lì a sentirsi tutte le relazioni, soprattutto quelli che dicono che i matrimoni tra gay non si possono registrare per motivi di ordine pubblico! Dopo che ha sentito otto ore di relazioni vescovili,  lo manderei in mezzo ad una curva di tifosi sconvolts qualunque. Così capisce la differenza tra un matrimonio e il disordine pubblico!

E’ stata la settimana delle Sentinelle in piedi. Ma davvero danno tanto fastidio? Pensate un po’ che ho saputo che hanno fatto la manifestazione a Cagliari da una condivisione di Rosa, blogger che sta in Germania. Credo che gli si stia dando troppa importanza. Poi se vengono attaccati violentemente vincono loro. Penso invece che gli italiani, la maggior parte  almeno, sia pronta ad accettare il fatto che due persone dello stesso sesso abbiano diritto ad essere felici. A non nascondersi e affrontare la vita come meglio credono. Non sprecherò neanche una parola contro le sentinelle in piedi. Facciano pure. Io preferisco stare sdraiata, magari in spiaggia, visto il caldo che fa.

Buon fine settimana

 

 

25 maggio 2014. Una giornata straordinaria. Il Papa in Terra Santa

Domenica 25 maggio,nonostante il cielo non promettesse niente di buono, è stata una giornata straordinaria. Tre cose, apparentemente diverse, vissute nello stesso giorno tra l’altro niente che toccasse direttamente la mia vita personale, ma che mi hanno fatto emozionare e parecchie volte fino alle lacrime: 1) il pellegrinaggio di Papa Francesco in Terra Santa, 2) le elezioni europee 3) la vittoria di Aru al Giro d’Italia. 

1) Il pellegrinaggio di Papa Francesco in Terra Santa. Ho seguito quasi tutti i suoi passi, la tv sempre accesa, così se anche ero di passaggio potevo vedere cosa succedeva laggiù. Ho avuto la grazia  di andare in Terra Santa nel 1997, ricordo ancora l’immensa emozione che mi ha accompagnato per sei giorni. Un’unica emozione che è iniziata quando sono partita, talmente intensa che credevo di non provare niente. Quando sono rientrata a casa e man mano scendeva il livello ho capito che non è che non provassi emozioni, ero tutta un’emozione! Sembrerà strano il Papa c’era stato solo un’altra volta ed era dovuto andar via dopo due giorni per motivi di sicurezza. Ci è tornato da Papa con le telecamere sempre addosso che avrebbero voluto riprendergli anche l’anima. Ci ha chiesto di accompagnarlo con la preghiera e così ho fatto. Quel Pezzo di Terra, tre volte santa, racchiude la ragione di tanti conflitti mondiali. Tre confessioni religiose che si contendono ogni pietra di quel luogo santo, invece di metterle a disposizione di tutti! Il Papa con il suo carisma e la creatività ha fatto intravvedere che con la buona volontà da parte di tutti si può arrivare alla pace.

Tre immagini che porto nel cuore20140526-091913-33553948.jpg

Un’ immagine forte. Il Papa che prega davanti al muro che separa i territori israeliani da quelli palestinesi. Ci riporta alla sofferenza di chi l’ha costruito e a quella di chi lo subisce.

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Papa Francesco e Bartolomeo, Patriarca di Costantinopoli, si inginocchiano e pregano insieme nel sepolcro, luogo della resurrezione di Cristo. Quanti secoli e passi prima di arrivare a questa foto! Che sia un nuovo inizio, che non ci facciano aspettare altri 50 anni. Che trovino il modo per farci festeggiare la Pasqua nello stesso giorno, magari insieme!

Il Papa , in visita al memoriale  Yad Vashem di Gerusalemme, incontra ultimi sei sopravvissuti ai campi di concentramento che vivono in Israele. Bacia le mani di tutti.

Ricordo ancora lo sgomento provato di fronte ai cumuli di scarpe, agli oggetti appartenuti ai piccoli internati, e quei nomi scanditi senza soluzione di continuità durante tutta visita al memoriale. Che orrore!

Le parole del Papa:

“Adamo, dove sei?”. “Dove sei, uomo? Dove sei finito? In questo luogo, memoriale della Shoah, sentiamo risuonare questa domanda di Dio: ‘Adamo, dove sei?’. In questa domanda c’è tutto il dolore del Padre che ha perso il figlio. Il Padre conosceva il rischio della libertà; sapeva che il figlio avrebbe potuto perdersi ma forse nemmeno il Padre poteva immaginare una tale caduta, un tale abisso! Quel grido: ‘Dove sei?’, qui, di fronte alla tragedia incommensurabile dell’Olocausto, risuona come una voce che si perde in un abisso senza fondo.

 “Uomo, chi sei? Non ti riconosco più. Chi sei, uomo? Chi sei diventato? Di quale orrore sei stato capace? Che cosa ti ha fatto cadere così in basso? Non è la polvere del suolo, da cui sei tratto. La polvere del suolo è cosa buona, opera delle mie mani. Non è l’alito di vita che ho soffiato nelle tue narici. Quel soffio viene da me, è cosa molto buona. No, questo abisso non può essere solo opera tua, delle tue mani, del tuo cuore… Chi ti ha corrotto? Chi ti ha sfigurato? Chi ti ha contagiato la presunzione di impadronirti del bene e del male? Chi ti ha convinto che eri dio? Non solo hai torturato e ucciso i tuoi fratelli, ma li hai offerti in sacrificio a te stesso, perché ti sei eretto a dio. Oggi torniamo ad ascoltare qui la voce di Dio: ‘Adamo, dove sei?’. Dal suolo si leva un gemito sommesso: Pietà di noi, Signore! A te, Signore nostro Dio, la giustizia, a noi il disonore sul volto, la vergogna. Ci è venuto addosso un male quale mai era avvenuto sotto la volta del cielo. Ora, Signore, ascolta la nostra preghiera, ascolta la nostra supplica, salvaci per la tua misericordia. Salvaci da questa mostruosità. Signore onnipotente, un’anima nell’angoscia grida verso di te. Ascolta, Signore, abbi pietà! Abbiamo peccato contro di te. Tu regni per sempre. Ricordati di noi nella tua misericordia. Dacci la grazia di vergognarci di ciò che, come uomini, siamo stati capaci di fare, di vergognarci di questa massima idolatria, di aver disprezzato e distrutto la nostra carne, quella che tu impastasti dal fango, quella che tu vivificasti col tuo alito di vita. Mai più, Signore, mai più! ‘Adamo, dove sei?’. Eccoci, Signore, con la vergogna di ciò che l’uomo, creato a tua immagine e somiglianza, è stato capace di fare. Ricordati di noi nella tua misericordia”.

 

 

 

Lacci arcobaleno

Immagine presa da qui

Indossare dei Lacci Arcobaleno. A proposito di colori, visto che le cose colorate ci piacciono tanto, vero? Soprattutto dopo tanto grigio abbiamo bisogno di vedere e indossare i colori. Tutti!

Antefatto: domenica Daniele Dessena, calciatore del Cagliari, ha messo nelle sue scarpette da calcio dei lacci arcobaleno in segno di solidarietà contro l’omofobia. Apriti cielo, quattro cretini gli hanno dato del “caghino” (gay in sardo) e l’hanno pesantemente insultato, ed è diventato un caso nazionale.

Fortunatamente gli insulti hanno sortito l’effetto contrario di quello voluto: molti calciatori scenderanno in campo con i lacci colorati e si pensa pure ad una fascia del capitano tutta colorata. C’è addirittura la benedizione dei  vertici  della Federazione. Alla faccia di quei quattro intolleranti che si nascondono dietro l’anonimato dei media!

Girotondo intorno al mondo

Girotondo intorno al mondo di Sergio Endrigo

Se tutte le ragazze, le ragazze del mondo
si dessero la mano, si dessero la mano
allora ci sarebbe un girotondo
intorno al mondo, intorno al mondo.

Se tutti i ragazzi, i ragazzi del mondo
volessero una volta diventare marinai,
allora si farebbe un grande ponte
con tante barche, intorno al mare.

Se tutta la gente si desse la mano
se il mondo, veramente, si desse una mano
allora si farebbe un girotondo
intorno al mondo, intorno al mondo.

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Mentre scrivevo ho fatto il solito gioco di cantare cambiando le parole: ho sostituito ragazze e ragazzi: con governanti, politici, religiosi, militari, cristiani, mussulmani, assassini, mafiosi….. li ho proprio immaginati darsi la mano. Che bello!

Uno, due, tre, sette miliardi di grida

Sette miliardi di grida di pace.

Il grido che anche i muti faranno

sarà così alto che anche i sordi profondi lo sentiranno (cit).

E’ un’occasione da non perdere, tutti possiamo fare qualcosa per la pace: tiriamo fuori, rosari, breviari, talmud, bibbie, corani, poesie, bandiere, canzoni e tutto quello che la fantasia e la creatività ci fa balenare in mente.

La pace è troppo importante per perderla così facilmente. Abbiamo troppo bisogno di gesti concreti d’amore , nel nostro piccolo quotidiano e nel vasto mondo. Ma ve l’immaginate l’energia positiva che si sprigionerà in quei momenti di silenzio e raccoglimento, quando tutto il mondo dirà la parola Pace? Mi vien da piangere solo a pensarci.

Chi sta nelle stanze dei bottoni non potrà fare a meno di sentirlo e far finta di niente, non ci saranno più gli alibi delle religioni a coprire l’orrore che ogni giorno ci viene trasmesso. Vogliamo la pace, la guerra è troppo costosa in termini umani ed economici. Non si può fare a meno di puntualizzare che i suoi effetti durano anche quando si torna alla pace. Possibile che gli uomini con le loro intelligenze e capacità non riescano a trovare altri modi per risolvere i conflitti?

Auguro alla Siria,  tutto il Mediorente e ogni luogo della terra in guerra, secoli di pace, quella senza armi e quella faticosa, a tratti noiosa , del piccolo quotidiano.

Buona Giornata della Pace a tutti!

Tipi da spiaggia.1

Quando si va al mare, soprattutto in certe spiagge molto affollate, si è molto prossimi ai vicini di ombrellone. Non si può fare a meno di sentire cosa dicono e partecipare silenziosamente alla vita degli altri. Altre volte i vicini parlano o urlano senza ritegno e tu non vorresti assolutamente sentire perché non ti devi immischiare e ti prude la lingua a furia di morsicarla!

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Le nostre spiagge sono percorse in lungo e in largo da venditori ambulanti. Al Poetto  passano ogni cinque minuti e anche se taluni sono un po’ noiosi, mi sono ripromessa di non rispondere male a nessuno e di guardarli negli occhi. Chissà come sono arrivati qui, saranno arrivati in barcone? Avranno attraversato il deserto a piedi? Hanno visto i  compagni morire? Hanno famiglia? Figli, mogli. Chissà com’è il paese da dove vengono? Non compro nulla, se non libri, accendini o fazzolettini. Tutto il resto non mi serve, ad un certo punto dovrei rivender loro quello che ho comprato, giusto per liberarmene. Poi sono tanti, non posso comprare da tutti! Ho quindi deciso di dar qualcosa senza niente in cambio a quegli ambulanti che vengono nel mio paese. All’inizio volevano darmi per forza un oggetto in cambio, poi ho spiegato le mie ragioni e loro accettano quello che posso dargli. E’ un atto di fiducia anche questo, no?  Fanno parte della mia vita e io della loro, pregano per me, per la mia infertilità, io so della loro famiglia, dei figli e, guarda un po’, della loro infertilità.   Ohi ohi!

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L’altro ieri io e Mylove eravamo in una bellisssima spiaggia che non visitavamo da alcuni anni. Non la ricordavo così bella. Siccome era lunedì non c’era neanche tanta gente e stavamo abbastanza larghi. Arriva una bella famiglia allegra e caciarona. Una famiglia eterogenea, mamma romana, babbo sardo, una nonnina che vive qui, che è rimasta col suo vestitino da casa seduta sotto l’ombrellone, vari bambini e ragazzi di cui uno con lineamenti e colori asiatici, figlio di una probabile adozione. Una bella famiglia caciarona ma simpatici.  Una delle bambine s’innamora all’istante di un vestito che vendeva un ambulante giovanissimo. La bimba misura. Le sta benissimo. Parte la contrattazione con la mamma.  Il ragazzo chiede 15€. Quella voleva pagarne 8!  No, vale 14. Te ne do 10. Va bene 13. Ho detto 10. Dammene 11. Ho detto 10, togliti il vestito! Non posso dartelo meno di 11. Non te li do 11. Scusa ma cosa ti cambia 10 o 11? Appunto te ne do 10. 

Tremavo come una foglia e dentro di me urlavo: DAGLI 11 euro! DAGLIELI!!!!!!  Non sapevo come fare. Ero lì paralizzata: non volevo che il ragazzo andasse via senza aver concluso la vendita, non volevo che glielo lasciasse a 10, per lui un 1€ in più cambiava, per lei no. Ad un certo punto il marito della donna prende il portafogli e gli dà 11/12€. Mylove dice che forse erano 15€. Per loro non è cambiato nulla.