Timetable

clocks-1208303_640
pixabay.com

Oggi abbiamo avuto il secondo Collegio dei docenti del mese, che è durato circa quattro ore. Dopo la seconda ora eravamo tutti in tilt, preside compreso. Al che saggiamente abbiamo deciso di fare un break, non era più possibile andare avanti. Non è stato difficile, ma noioso: si dovevano nominare i collaboratori del dirigente, le funzioni strumentali, i componenti delle commissioni, i presidenti e i segretari delle varie assemblee.

Premetto che quasi nessuno vuole avere incombenze perché per la mole di lavoro che ci vuole il compenso è ridicolo. Non ho mai capito perché alcuni insegnanti devono lavorare gratis per poi essere insultati da tutti. Ci sono dei docenti che non hanno mai prestato un secondo in più del dovuto  e  che sono i primi a sparare a zero al primo passo falso. Alcuni che hanno provato ad avere incarichi al primo insuccesso hanno mollato lasciando i colleghi in un mare di guai.

Per anni ho avuto l’incarico di organizzare l’orario della scuola elementare, ma lo scorso anno ho detto basta, visto che non ho dormito per un mese e sono stata molto vicina al ricovero alla neuro. Ho mantenuto la promessa e non mi sono lasciata blandire da nessuno. So che mi avrebbero aspettato per configgermi un coltello nel petto appena si fosse accennato di ore buche o cambio del giorno libero. Così quest’anno l’orario della primaria lo stileranno due colleghe della scuola secondaria con l’aiuto del dirigente e l’utilizzo di un software. Ne vedremo delle belle. Le due colleghe mi hanno già chiesto il numero di telefono per chiamarmi in caso di necessità. Prevedo telefonate fiume. Ma almeno dormirò, spero. Gli ho fatto gli auguri, ne avranno bisogno loro e pure noi!

Speriamo bene.

Due scioperi di fila contro “La buona scuola”

Che sia messo agli atti. C’è un giramento di eliche a velocità supersonica. Ho scioperato due giorni di fila. Io che erano ANNIIII, che non scioperavo. Che per ricordarmi quando ho scioperatol’ultima volta ho faticato e a dir la verità non me lo ricordo neanche ora. Ma c’era la Gelmini e B ed ero sposata da pochissimo. Poi è successo che i sindacati si sono divisi e scioperare  in quattro gatti per volta non aveva più senso. E quando ho visto che i governi di sinistra non si sono stracciati le vesti per gli insegnanti, ma hanno aiutato a  peggiorare la situazione, è allora che ho deciso di non regalare soldi ulteriori allo Stato.

Ma questa volta no: il 5 maggio finalmente i sindacati della scuola erano uniti! La riforma fa veramente schifo perché non migliora di un millimetro la scuola pubblica italiana. I grossi problemi che abbiamo rimarranno e se ne aggiungeranno altri ancora più grossi.

Sono delusa nel mio profondo perché ci avevo creduto, ho letto, studiato e proposto. Niente. Il Governo ha assunto anche un comportamento altamente antisindacale, spostando le prove invalsi, che detto tra noi sono allucinanti, fatte a posta per dire che siamo degli asini calzati e vestiti. Non sono sindacalista, né mai stata iscritta ad alcun sindacato, perché penso che anche loro hanno perso la loro spinta. Non possono solo proporre di scioperare! Ci sono anche altre forme di lotta! Se non ci sono, bisogna inventarle.

Nonostante tutto questo, alla fine io e le mie colleghe abbiamo fatto un sacrificio ENORME scioperando due giorni. Il 5 contro la riforma e il 6 contro le prove invalsi. Oggi 7 maggio, la scuola era deserta: hanno scioperato i genitori. Quindi le prove sono andate a ramengo in mezza Sardegna. Complimenti al presidente del consiglio, al ministro e al presidente dell’Invalsi. Mi sembra un ottimo risultato!

Qualcuno dovrà pur pensare che gli addetti alla scuola, non sono parlamentari ricattabili in quanto attaccati alla poltrona, ma siamo persone vere. Ricorderemo bene tutto ciò al momento di votare!

 

Pensieri post La Buona scuola a Cagliari

Giovedì scorso, con l’autorizzazione del preside, non ho fatto lezione, ma ho partecipato ad uno dei pochissimi incontri che si sono organizzati in Sardegna sulla riforma La Buona scuola. Ho colto l’occasione al volo, visto che fino ad allora ero impegnata ad avviare la buona scuola del mio paese. Infatti, non avevo ancora avuto tempo di leggere o partecipare a discussioni sul tema. Devo anche dire che attorno a me c’è una calma piatta. Come se non ci riguardasse. E’ tremendo. Nessuno delle mie colleghe ne parla, nessuna ha scaricato il documento. Non tutte sono state impegnate come me. Credo che questo sia un errore gravissimo. Ci stanno chiamando a dare un’opinione, a proporre, a dire la nostra sulla nostra vita futura e noi lo snobbiamo? Troppo facile chiamare alla discesa in piazza della moltitudine. A parte il fatto che scioperare ha un costo esorbitante, e non me lo posso permettere! L’ho sempre detto chiaramente, senza vergognarmi. Ma ora devo dire che non credo più che lo sciopero sia  l’unica forma di protesta e di dissenso. Perché non approfittare invece di questa occasione per organizzare dibattiti ed essere propositivi? Non capisco. Anzi, credo di aver capito molto bene il boicottaggio in atto. Qualcuno non si è reso ancora conto del cambiamento e continua a proporre vecchi riti o soluzioni, che non funzionavano più già da tanti anni.  Figuriamoci ora che siamo superconnessi! Perché non sfruttare questi nuovi potenti mezzi?

Comunque ho scaricato il documento, e ho iniziato a leggerlo. Abbiamo tempo fino al 15 novembre per dire la nostra. Ho tutto il tempo per farlo. Intanto dico che aver partecipato all’incontro di Cagliari, mi ha riportato indietro di più di trentanni. Negli studenti che contestavano e fischiavano l’assenza del ministro Giannini, ho ritrovato la me adolescente che sognava una scuola migliore, per tutti e a costi accessibili. Da allora paradossalmente la situazione è peggiorata! Invece che migliorarla le varie riforme, hanno affossato la scuola,  e non solo. Tutta la società italiana è al collasso. Anni e anni di scelte sbagliate, imbrogli, tangenti e incurie ci hanno portato a questo punto. Ma ancora sono adolescente, sogno le stesse cose della mia gioventù. Ma invece di essere pessimista, come lo ero in passato ora sono ottimista. Non voglio deprimermi. Voglio credere che ne  verremo fuori, anche se  ci vorrà tanto tempo e tanti sacrifici, ancora!, tanta solidarietà tra tutte le componenti. Solo così si potranno sgomberare i cumuli di macerie in cui ci aggiriamo tutti i santi giorni, in ogni settore.  Voglio fare la mia parte, e lo sto facendo, per non tornare indietro e per avanzare anche se di un millimetro!