Eccomi qua!

Questo blog va rilento. Ho perso un po’ la verve di scrivere nel blog . Il mondo web negli ultimi anni è cambiato. Si usano altri social, più immediati come fb, twitter, wathsapp, instagram. Pure io li uso. Ognuno ha la sua caratteristica, tutto scorre velocemente, botta e risposta. Qualunque cosa può dare adito a guerre e schieramenti pro-contro. Cattiverie allucinanti. Molti non tengono conto che dietro un account c’è una persona. Ma come mio solito sto ben guardinga, e prendo solo il bello, tutto il resto è noia

Anche se ultimamente ho perso la vena, scrivere dei post mi piace sempre. Sono  più meditati, li ritrovi lì dove li hai lasciati, anche a distanza di tre settimane. Ti chiedi: cavoli ero così illuminata o incasinata, ma che diamine ho scritto? Qualcuno, gentile, lascia pure dei commenti, sempre graditi!

In questi anni di vita da blogger sono cambiata. Il primo blog era nato quando rincorrevo la cicogna. Questo è nato per cominciare una vita positiva.  Una vita che non venisse schiacciata da quel sogno infranto. La vita è bella e va goduta sempre, con quel pacchetto che hai. Non ricordo chi diceva: se la vita ti dà limoni, fatti una limonata. Aggiungo un po’ di zucchero o miele, e via!

Nonostante tutta la positività e la voglia di non soccombere mai, la vita ci dà anche spine di carciofo spinoso dop.  In queste settimane di assenza non ne sono mancate. All’inizio della scorsa settimana, mentre andavo a scuola sono caduta distesa a terra. Pioveva, guardavo in terra dove mettevo i piedi e all’improvviso ho visto il cielo grigio sopra di me. Fortunatamente niente di rotto, ma un dolore atroce! Che sta scemando lentamente. Troppo lentamente. Ovviamente non sono in grado di andare a scuola e di tenere le classi. Ne avrò fino agli inizi di marzo. Oggi è il primo giorno in cui posso stare seduta senza  sentire troppo dolore.

E poi non so come scriverlo, qualcuno penserà male, ma nel frattempo è morto un fratello di mia madre. Quasi novantenne. Era lo zio che aveva studiato, a cui tutti per molto tempo  si rivolgevano per sbrigare pratiche in comune o negli uffici di Cagliari. Poi siamo cresciuti, abbiamo studiato e non c’era più bisogno di disturbarlo, ma lui era sempre un punto di riferimento. Ha accudito per tanti anni la moglie malata di Alzheimer  e quando è morta è crollato pure lui, a poco a poco ha perso l’autonomia. Purtroppo l’avidità del figlio l’ha allontanato dai fratelli e dalle sorelle. E’ morto così senza l’affetto della sua famiglia di origine. Tremendo. E’ una cosa che mi fa star male. Non è giusto, morire così dopo che hai fatto tanto per tutti.

Caro zio, ora che sei lassù, sai che non ce l’ho con te. Ho sempre saputo che non sei stato il carnefice, ma anche tu vittima come noi. Ma ora che sei libero da tutto, aiutaci a sbrogliare la matassa, che è molto ingarbugliata, ma non impossibile da risolvere. Aiutaci. Non ti lascio in pace fino a quando non è risolto tutto.

Ciao zio. A ti biri in celu!

 

Dalla terra dei cookie

Mylove si è sbellicato dalle risate quando gli ho detto questa cosa dei cookie. Mi ha detto di smetterla di vendere biscotti. Che ci sono siti di compagnie aeree che si ricordano che sei entrato due giorni prima e per lo stesso biglietto ti fanno pagare in più, mentre se usi un altro computer lo stesso biglietto lo paghi meno. La legge è stata fatta per questi farabutti, ma poi il legislatore non ha pensato a noi piccoli, microscopici direi bloggers che scriviamo per diletto e per sfogarci, giusto per non gravare le casse della cassa mutua.

Comunque qualcuno ha pensato di telefonare all’Ufficio del Garante della Privacy e ha pubblicato in FB la risposta, quindi per favore continuiamo a scrivere sui nostri blog, Sandra hai capito?  Insomma ci hanno fatto perdere delle ore e poi si risolverà, come al solito succede nella repubblica dei cookie, a tarallucci e vino!cookie

 

Vacanze e letture

E’ il primo lunedì dell’anno, ma domani è nuovamente festa. Siamo tutti un po’ sballottati da queste festività a salti, che impediscono di ritrovare la routine quotidiana. Non voglio lamentarmi! Tanto  questo periodo dura solo quindici giorni, che volete che siano di fronte alla piattezza delle settimane che ci aspettano?

Non è che durante le vacanze  abbia spaccato il mondo. Mi sono riposata, ho dormito alla grande, mi sono concessa della mattinate di poltronite acuta a letto, che di solito mi concedo solo quando sono malata! Ho mangiato e bevuto, non mi sono privata di nulla, la bilancia non mente, ma fra un po’ tornerò al mio peso normale, due chili e rotti in più non sono una tragedia.

Ho letto, come ho già detto nei post precedenti, dedicandomi alla mia salute spirituale, alcuni libri di Paolo Curtaz: Gesù Guarisce,  Gesù incontra, In coppia con Dio e l’ultimo, che sto terminando in questi giorni, è  Gesù zero. Cercare di togliere le croste di duemila anni di storia della Chiesa non è un’impresa da poco. Come ho già detto nei post precedenti Paolo Curtaz, prende per mano chi legge e lo riporta all’origine della fede cristiana: Gesù.  Mentre leggiamo ci  chiama in causa  e gli ci fa prendere posizione. No, non sono letture prettamente rilassanti. Piacevoli sì, ma fanno lavorare il cervello e il cuore, facendoci  togliere la polvere religiosa accumulatasi strato dopo strato negli anni. Leggere i suoi libri mi ha arricchito molto e mi sta aiutando a fare chiarezza per i passi futuri. Però ora dico stop ad altri suoi libri, ho bisogno ruminare quello che ho letto, anche ritornandoci più volte.

Ho anche letto l’ebook  Narrarsi online di Francesca Sanzo, conosciuta nella blogsfera come Panzallaria . Ho seguito Francesca nella sua muta: in un anno ha perso ben 43 kg! Cosa che racconta anche nell’ebook. Il suo è un libro che consiglio a tutti quelli che hanno un blog e che vogliono migliorare la presenza in rete. E’ dedicato soprattutto a coloro, singoli e aziende, che  hanno bisogno di comunicare  bene quello che fanno e che offrono agli altri. Mi è piaciuto perché fa capire, anche  a me che ho solo un blog personale, come migliorare il mio modo di raccontarmi e il mio stare in rete, cercando di interagire un po’ di più con gli altri sfruttando consapevolmente anche Facebook e Twitter. La condivisione di quello che si fa, ma soprattutto quello che si è, senza trucchi e senza inganni, è l’aspetto migliore della rete. Ed è per questo che ci sto volentieri.

Quest’estate sullo stesso genere ho letto Due gradi e mezzo di separazione, di Domitilla Ferrari. Anche questo mi è piaciuto per gli stessi motivi che mi hanno portato a leggere Narrarsi online. Se sto in rete un motivo ci sarà, tanto vale cercare di capire e arredare al meglio il posto in cui invito gli altri a far salotto. Però non mi ha convinto a uscire allo scoperto, a stare in rete con la mia identità. Il nickname mi garantisce ancora una libertà che non ha paragoni. Credo che sia giusto proteggere me stessa, i miei cari, i miei alunni e le loro famiglie, dall’orribile lato oscuro della rete. Non riuscirei davvero a scrivere manco una riga!

Buona settimana e buona Epifania!

 

Analisi del 2014. L’anno di Speranza.

Piccolo blog, grandi soddisfazioni! Non sono numeri enormi, ma neanche li voglio! Chi ce la farebbe a gestirli? Non vendo niente. Condivido la mia semplice vita di tutti i giorni perché mi fa bene e penso di fare del bene agli altri. Restituisco quello che gli altri blog mi danno. E’ tanta roba. Non sempre commento, e dovrei invece farlo, ma certi post mi rimangono dentro per un bel po’!  Grazie a tutti!

 

Ringrazio tutti quelli che passano di qua e mi leggono, anche in silenzio. Considero il silenzio un aspetto positivo. Non è vero che chi sta zitto non ha niente da dire, a volte è il contrario, si vorrebbe dire tanto e non si sa da dove cominciare! Grazie a tutti.

I folletti delle statistiche di WordPress.com hanno preparato un rapporto annuale 2014 per questo blog.

Ecco un estratto:

La sala concerti del teatro dell’opera di Sydney contiene 2.700 spettatori. Questo blog è stato visitato circa 12.000 volte in 2014. Se fosse un concerto al teatro dell’opera di Sydney, servirebbero circa 4 spettacoli con tutto esaurito per permettere a così tante persone di vederlo.

Clicca qui per vedere il rapporto completo.

Comunicazione di servizio e scuse

Vorrei scusarmi per aver impostato la moderazione dei commenti, cioè potrete trovarli dopo che sono stati approvati. Questa scelta nasce dall’esigenza di proteggere me stessa e quindi il blog da commenti inopportuni. Non sto parlando di chi non approva determinate scelte, (che tra parentisi per il momento manco ci sono) e lo fa educatamente. Non sto parlando di loro. Sto parlando di gente maleducata di professione, che nascosta dall’anonimato, ha come hobby quello di scrivere parole inopportune e cattive. A me fortunatamente non è successo, però prevenire è meglio che curare, diceva la pubblicità alcuni decenni fa. Molta gente entra nei blog altrui e fa scatenare il putiferio, mentre l’amministratore del blog non è collegato. Vorrei proprio evitarlo, come vorrei evitare di chiudere o rendere privato il blog.

Il blog è una parte di me, che ho sempre protetto con molta cura. E’ qualcosa di prezioso perché regalo a chi legge me stessa, perché ci sono tante persone che leggono, e commentano e altre anche se non commentano, passano di qua e si trovano bene. Anche Come capita a me con i tanti blog che leggo. E’ il bello dell’avere un blog: puoi essere d’ispirazione a qualcuno, e puoi trarre ispirazione da altri.  Ci piace essere letti e avere una risposta in termini di commenti o anche solo con le visite al blog. Se così non fosse scriveremmo tutti dei diari personali chiusi con il lucchetto! No?

Ora io mi trovo in un momento particolare. Un periodo bello: comunque vada mi sento piena di energia e i pensieri fluiscono bene. Ho bisogno di veder chiaro e di mettere giù i pensieri. Questo lo voglio fare con voi e per voi, ma  non voglio perdere energie preziose.  Sono certa che capirete la mia decisione. Non sarà certo la moderazione dei commenti che scoraggerà chi vuole farlo!

Intanto voglio ringraziarvi per tutti i bei commenti al post precedente. Grazie grazie grazie.

La strada fatta in 100 post

Passeggiata a Su Siccu. Cagliari
Passeggiata a Su Siccu. Cagliari

Cento post in un anno.  Una media di un post ogni tre giorni. WordPress mi dice che sono una blogger prolifica. Pensavo il contrario. Va bene così, due – tre post alla settimana. Non ho l’ansia del post a tutti i costi. Qualche volta potrei scrivere delle belle cose, invece non lo faccio e poi mi pento.

A fine mese saranno quattro anni di blogsfera, tre con il blog e la vita precedente, e uno in questa nuova piattaforma. E’ stato un anno bello. Un anno di ascolto e di vita. Un anno in cui ho scoperto che quello che poteva essere un handicap, essere coppia senza figli, è invece una bella cosa. E’ bello guardare gli occhi di un bambino e pensare solo a lui e non a chi manca. E’ bello tornare a casa, dopo una mattinata a scuola, e trovare il silenzio del tuo focolare. E’ bello leggere quando vuoi senza essere interrotta. E’ bello riscoprire Mylove e ritrovare un compagno di vita. E’ bello provare tutta questa leggerezza senza sentirsi minimamente in colpa per quello che non è stato.

Grazie a tutti quelli che sono passati di qua e hanno lasciato un segno. Grazie a quelli che sono passati in silenzio. L’importante è passare. Grazie se vorrete tornare:

ci saranno altre battaglie da combattere, altra vita da vivere, altre risate da fare.

Boomstick award 2014

 

Ebbene sì, pure io mi posso fregiare di questo titolo. Sono stata insignita, insignita! oddio come parlo? mi sto già montando la testa!  niente popò di meno che da ero Lucy in persona!, già questo basta e avanza. La motivazione mi fa andare poi in brodo di giuggiole: ha centrato in pieno il mio stare nella blogsfera: La seguo da tempo, questo ultimo blog testimonia la definitiva conquista della sua serenita’ interiore. In effetti, dopo aver mandato a cagxre  sistemato la questione della cicogna, che non è arrivata , sto attraversando uno dei più bei periodi della mia vita. Sto raccogliendo i frutti della maturità e me li sto godendo. Non sto dicendo che non ho casini e tutto va a gonfie vele, magari!, però ho la forza di non farmi schiacciare da questi, di non colpevolizzarmi per le mie mancanze, accettare quelle degli altri, e se oggi va male e sono stanca, domani potrà essere un giorno migliore. Scrivo sorridendo alla vita e non prendendola troppo seriamente e Lucy ha colto quest’aspetto. Non per niente è psicologa! Grazie per avermelo detto!

Accetto questo premio che è per bloggers vincenti e, come da regolamento ne nomino altri sette

Per conferirlo, è assolutamente necessario seguire queste semplici e inviolabili regole:

I premiati sono 7. Non uno di più, non uno di meno. Non sono previste menzioni d’onore. I post con cui viene presentato il premio non devono contenere giustificazioni di sorta da parte del premiante riservate agli esclusi a mo’ di consolazione
I premi vanno motivati. Non occorre una tesi di laurea. È sufficiente addurre un pretesto.
È vietato riscrivere le regole. Dovete limitarvi a copiarle, così come Egli (e per Egli intendo Hell) le ha concepite.

Pertanto, nomino:

‘Notte babbo: leggo con tenerezza le lettere che scrive alla figlia. Seguo con passione le vicende della sua famiglia e penso che la piccola Teresa sia fortunata ad avere un papà che si mette in gioco così apertamente. Grazie Marco per farci entrare nelle vostre vite.

La parola : Seguo questo blog da quando non avevo aperto neanche il primo, prima scriveva le sue esilaranti vicende scolastiche, ora scrive le vicende della sua mamma quasi centenaria, Dopo tanti mommyblogs è  il primo grannyblog! Dai Virgì che ce la fai!

My art diary: Considero Sybille una cara amica anche se non la conosco di persona. E’ una bellissima persona che ha dedicato alcuni anni della sua vita all’istruzione dei suoi figli, e ora che ha più tempo libero si dedica alle sue passioni. Disegna e colora in maniera stupenda.

Bonifici e sogni:  Molti sognano di mollare il proprio lavoro a nord e vivere in un maniera più lenta. Lei l’ha fatto ed è venuta a vivere in Sardegna, a Cagliari. Ma vi rendente conto? Una persona così ha molto da dirci.

Piccoli passi di felicità: Rosa vive in Germania, ha una storia da romanzo a puntate. E’ una vera vincente, nonostante i tranelli della vita.

Due scimmie e un panda. Nomino questo blog per smuovere le acque, sperando che arrivi al più presto la telefonata tanto attesa.

Minnelisapolis: Rocersale scrive in maniera criptica e spesso non la capisce nessuno, forse neanche se stessa, però mi diverte seguire e intuire le sue vicende.

Costoro possono a loro volta assegnare il premio ad altri 7 blogger, ma non arrogarsi la paternità del banner e del premio, quella è di Hell e gradisce molto essere citato nell’articolo (ovvero, non fate i cavernicoli, gente!). L’assegnazione del premio deve rispettare le semplici regole sopra esposte. Qualora una di esse venga disattesa, il Boomstick Award sarà annullato d’ufficio e in sostituzione, verrà assegnato il: