25 maggio 2014. Una giornata straordinaria. Il Papa in Terra Santa

Domenica 25 maggio,nonostante il cielo non promettesse niente di buono, è stata una giornata straordinaria. Tre cose, apparentemente diverse, vissute nello stesso giorno tra l’altro niente che toccasse direttamente la mia vita personale, ma che mi hanno fatto emozionare e parecchie volte fino alle lacrime: 1) il pellegrinaggio di Papa Francesco in Terra Santa, 2) le elezioni europee 3) la vittoria di Aru al Giro d’Italia. 

1) Il pellegrinaggio di Papa Francesco in Terra Santa. Ho seguito quasi tutti i suoi passi, la tv sempre accesa, così se anche ero di passaggio potevo vedere cosa succedeva laggiù. Ho avuto la grazia  di andare in Terra Santa nel 1997, ricordo ancora l’immensa emozione che mi ha accompagnato per sei giorni. Un’unica emozione che è iniziata quando sono partita, talmente intensa che credevo di non provare niente. Quando sono rientrata a casa e man mano scendeva il livello ho capito che non è che non provassi emozioni, ero tutta un’emozione! Sembrerà strano il Papa c’era stato solo un’altra volta ed era dovuto andar via dopo due giorni per motivi di sicurezza. Ci è tornato da Papa con le telecamere sempre addosso che avrebbero voluto riprendergli anche l’anima. Ci ha chiesto di accompagnarlo con la preghiera e così ho fatto. Quel Pezzo di Terra, tre volte santa, racchiude la ragione di tanti conflitti mondiali. Tre confessioni religiose che si contendono ogni pietra di quel luogo santo, invece di metterle a disposizione di tutti! Il Papa con il suo carisma e la creatività ha fatto intravvedere che con la buona volontà da parte di tutti si può arrivare alla pace.

Tre immagini che porto nel cuore20140526-091913-33553948.jpg

Un’ immagine forte. Il Papa che prega davanti al muro che separa i territori israeliani da quelli palestinesi. Ci riporta alla sofferenza di chi l’ha costruito e a quella di chi lo subisce.

PAPAFRANC.BARTOLOMEO.SANTOSEPOLCRO

Papa Francesco e Bartolomeo, Patriarca di Costantinopoli, si inginocchiano e pregano insieme nel sepolcro, luogo della resurrezione di Cristo. Quanti secoli e passi prima di arrivare a questa foto! Che sia un nuovo inizio, che non ci facciano aspettare altri 50 anni. Che trovino il modo per farci festeggiare la Pasqua nello stesso giorno, magari insieme!

Il Papa , in visita al memoriale  Yad Vashem di Gerusalemme, incontra ultimi sei sopravvissuti ai campi di concentramento che vivono in Israele. Bacia le mani di tutti.

Ricordo ancora lo sgomento provato di fronte ai cumuli di scarpe, agli oggetti appartenuti ai piccoli internati, e quei nomi scanditi senza soluzione di continuità durante tutta visita al memoriale. Che orrore!

Le parole del Papa:

“Adamo, dove sei?”. “Dove sei, uomo? Dove sei finito? In questo luogo, memoriale della Shoah, sentiamo risuonare questa domanda di Dio: ‘Adamo, dove sei?’. In questa domanda c’è tutto il dolore del Padre che ha perso il figlio. Il Padre conosceva il rischio della libertà; sapeva che il figlio avrebbe potuto perdersi ma forse nemmeno il Padre poteva immaginare una tale caduta, un tale abisso! Quel grido: ‘Dove sei?’, qui, di fronte alla tragedia incommensurabile dell’Olocausto, risuona come una voce che si perde in un abisso senza fondo.

 “Uomo, chi sei? Non ti riconosco più. Chi sei, uomo? Chi sei diventato? Di quale orrore sei stato capace? Che cosa ti ha fatto cadere così in basso? Non è la polvere del suolo, da cui sei tratto. La polvere del suolo è cosa buona, opera delle mie mani. Non è l’alito di vita che ho soffiato nelle tue narici. Quel soffio viene da me, è cosa molto buona. No, questo abisso non può essere solo opera tua, delle tue mani, del tuo cuore… Chi ti ha corrotto? Chi ti ha sfigurato? Chi ti ha contagiato la presunzione di impadronirti del bene e del male? Chi ti ha convinto che eri dio? Non solo hai torturato e ucciso i tuoi fratelli, ma li hai offerti in sacrificio a te stesso, perché ti sei eretto a dio. Oggi torniamo ad ascoltare qui la voce di Dio: ‘Adamo, dove sei?’. Dal suolo si leva un gemito sommesso: Pietà di noi, Signore! A te, Signore nostro Dio, la giustizia, a noi il disonore sul volto, la vergogna. Ci è venuto addosso un male quale mai era avvenuto sotto la volta del cielo. Ora, Signore, ascolta la nostra preghiera, ascolta la nostra supplica, salvaci per la tua misericordia. Salvaci da questa mostruosità. Signore onnipotente, un’anima nell’angoscia grida verso di te. Ascolta, Signore, abbi pietà! Abbiamo peccato contro di te. Tu regni per sempre. Ricordati di noi nella tua misericordia. Dacci la grazia di vergognarci di ciò che, come uomini, siamo stati capaci di fare, di vergognarci di questa massima idolatria, di aver disprezzato e distrutto la nostra carne, quella che tu impastasti dal fango, quella che tu vivificasti col tuo alito di vita. Mai più, Signore, mai più! ‘Adamo, dove sei?’. Eccoci, Signore, con la vergogna di ciò che l’uomo, creato a tua immagine e somiglianza, è stato capace di fare. Ricordati di noi nella tua misericordia”.

 

 

 

Gita scolastica a S.Antioco!

Ormai l’anno scolastico è andato, anche se mancano quattro settimane e rotti  alla sua conclusione, ho realizzato che alcune classi le vedrò una o due volte. E’ finita. Anche se ci sono da fare tutte le attività conclusive, riunioni e scrutini. Ormai è fatta. Avrò tanto tempo libero, non è che potrò stare al mare per tre mesi. Non sono di quelle fortunate che hanno la casa al mare, andare e tornare in giornata, anche se vicino costa ed è stancante. Sto pensando di dedicarmi a qualche attività di solidarietà che non mi impegni troppo e che non mi porti via energie mentali. Troppe volte nei gruppi o associazioni si entra in un giro di polemiche e di carrierismo futile che mi fa stare alla larga. Però non posso neanche stare lì alla finestra e criticare gli altri che sgobbano, ho voglia di buttarmi nella mischia. Vedremo cosa uscirà dal cappello.

Intanto la settimana scorsa  ho avuto il piacere di accompagnare,  in gita scolastica  a S. Antioco alcune classi della mia scuola.  Beninteso che c’erano anche le altre colleghe, non sono così pazza da portare 60 bambini in gita da sola, tra l’altro il regolamento non lo permette ,per sicurezza ci deve essere un insegnante ogni quindici alunni. E’ stato un vero piacere i bambini si sono comportati bene e più volte ci hanno fatto i complimenti le guide dei siti archeologici, alcuni turisti e pure gli avventori del ristorante nel quale abbiamo mangiato! In verità qualche urlata ci è scappata, ma solo per piccole intemperanze. Sempre bambini sono, non statue dei musei!

Sono stata felice di tornare a  S. Antioco, infatti quest’estate io e Marito ci eravamo stati per tre giorni di mare, con la scuola invece abbiamo visitato alcuni stupendi siti archeologici. Quest’isoletta, unita alla terra ferma da un ponte è piena di sorprese. C’è tutto per fare una vacanza completa: mare, spiagge, ristoranti, un bel centro curato, musei, nuraghi, necropoli, e catacombe! Yes, pure le catacombe che sono sotto la basilica dedicata al santo. All’interno della chiesa si trovano pure le reliquie del giovane martirizzato. Anche se a me da fastidio l’esposizione di parti del corpo dei morti, anche se sono santi! Non lo trovo di mio gradimento e non arricchisce certo la mia fede!

A parte questo mi ha fatto piacere, fare una preghiera nel luogo del martirio del giovane africano Antioco. L’ho immaginato mentre attorno all’anno 120 veniva veniva mandato in Sardegna per punire  il suo cristianesimo, e lui invece sconfiggendo la paura diffuse il suo credo in tutto il territorio. E’ stato il primo cristiano della Sardegna e questo mi ha emozionato. Cosa può fare un uomo solo con la sua sincerità e caparbietà! Io invece in questo periodo mi sento sgonfia ed priva di forze mentali. Speriamo di recuperare in fretta tutte le facoltà in breve tempo. Un caro saluto a tutti quelli che passano di qua.

P.S. la macchina fotografica mi ha piantato in asso per cui non ho potuto fare neanche una foto!

1 maggio

Foto presa da qui

Benedico il mio lavoro, che da 25 anni ha fatto di me una persona indipendente e realizzata.
Benedico il mio lavoro che sostiene me e il Marito.

La tristezza che mi assale nel pensare che la maggior parte di quelli della mia generazione non lavora, o è in cassa integrazione. Trascorre la giornata a pensare a come fare per mandare avanti la famiglia.

Primo maggio di rabbia pensando a chi per causa del lavoro che non ha o va male decide di non lottare più e se ne va lasciando ai famigliari l’onere di continuare senza di lui, con una vita ancora più complicata di prima.

A Cagliari è iniziata  la processione di s. Efisio che arriverà a a Nora, la spiaggia del suo martirio. Il 4 il o simulacro rientrerà  in città prima di mezzanotte, come prescritto dal voto.

Mentre stiro seguo in tv e controllo che anche quest’anno sia sciolto il voto.

S’Efisio ha iniziato il cammino verso Nora. Si ferma tante volte perché la gente vuole mettere dei fiori, lettere o toccarlo. Lo scorso anno ero lì. Ricordo tutte le sensazioni provate.

Sant’Efisio ha liberato Cagliari dalla peste, ha sconfitto i Francesi che volevano conquistare la città, liberaci dalla peste della disoccupazione, mobilità e cassa integrazione.

Papa Francesco è solito mettere dei bigliettini per chiedere delle grazie sotto la statua di S. Giuseppe lavoratore.

Inizia il mese dedicato alla Madonna. E’ il mese delle rose, quelle dei giardini che spandono il profumo a distanza di km.

Domani rientro a scuola dopo una settimana di vacanza. Mi sveglierò in tempo?