25 Aprile: La Festa della Liberazione

25 Aprile: la felicità degli Italiani
25 Aprile: Liberazione e Felicità

Il 25 aprile è Festa nazionale. La Festa della Liberazione dell’Italia dall’oppressione nazi-fascista.

Il 25 aprile ricordiamo che l’Italia era sotto una dittatura. Il 25 aprile ricordiamo i partigiani e le partigiane che sacrificarono la loro vita. Il 25 aprile cordiamo che gli ideali di libertà e democrazia hanno vinto. Questa è storia, nessuno potrà cancellarlo, sminuirlo o modificarlo.

Mi unisco alla maggior parte degli Italiani che riconoscono e il valore della Festa della Liberazione, che ho già celebrato con dei post nel 2018 e nel 2016.

Mi unisco a tutti coloro che manifestano per gli ideali per cui lottarono le partigiane e i partigiani italiani: Pace, Giustizia e Libertà.

Viva il 25 Aprile, viva la Resistenza, viva la Costituzione, viva l’Italia.

25 Aprile: Liberazione e Gioia

Cronaca di una normale domenica elettorale. Elezioni politiche 2018

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Sembrava che questa data non dovesse arrivare mai. Invece eccoci qua sono le ore 20 del    4 marzo 2018. E’ il giorno delle elezioni politiche. Ora non voglio parlare di politica, però da quando ho il diritto di votare non mi era mai capitato di essere così indecisa. Per arrivare a esprimere il mio voto ho dovuto fare un lungo ragionamento. Le altre volte ero convinta, ma in seguito se avessi potuto avrei percorso lo Stivale prendendo a calci nel sedere quelli che avevo votato con tanta convinzione. Quante delusioni! Quante occasioni perse! Oggi ho votato con meno convinzione, come tanti altri che conosco. Magari questa volta sarò sorpresa in modo positivo.

A me il clima pre elettorale non piace. Si sentono e si dicono tante parole inutili, talvolta orribili; si promettono cose impossibili; si tradiscono amici e si offendono i nemici. La tv e i social sono presidiati dai politici a tutte le ore del giorno e della notte. Fino alla nausea. Quella vera che ti fa consumare i tasti del telecomando e finalmente ti decidi a spegnere e fai regnare in casa un bellissimo silenzio.

Però mi piace andare a votare.  E’ sempre bello avvicinarsi con la scheda in mano alle scuole del mio paese. I sentimenti che mi accompagnano la domenica delle elezioni, mentre percorro la stessa strada che faccio tutti i giorni per insegnare, sono però ben diversi. Innanzi tutto respiro sempre aria di festa,  anche oggi che era nuvoloso e non ha mai smesso di piovere.  Mi piace perché in pochi minuti incontro tante persone che non vedo da tanto tempo. Vedo giovanissimi, anziani, ricchi, poveri, sani, malati, le forze dell’ordine, il sindaco e gli assessori, miei ex alunni, che magari sono scrutatori, e alunni di adesso che accompagnano i genitori.

Con i bambini ci scambiamo occhiate smarrite e complici nel vedere i nostri spazi quotidiani irriconoscibilmente invasi da gente estranea. Anche oggi, come al solito, ho fatto un giro in tutti i seggi, compreso quello nella mia aula. Non so davvero esprimere quel sentimento, misto di felicità e di gelosia nel vedere la mia cattedra, la mie lavagne e  i miei armadi usati da altri e per scopi ben diversi da quelli per cui sono stati concepiti.

Oggi poi sono andata ai seggi due volte. Alle 11 per accompagnare mia madre. Mio padre che ha sempre votato questa volta si è rifiutato. Arrangiatevi, ci ha detto.
Poi sono tornata insieme a Miomarito alle 15. Mia madre ha fatto mezzora di fila. Noi 10 minuti. Avrebbero dovuto fornire le pistole sparacodici ai presidenti di seggio, così da alleggerirgli il compito. Non so con quale lucidità inizieranno le operazioni di spoglio alle ore 23. So che qualche scrutatore ha dovuto chiedere più di una pausa perché gli si stavano incrociando gli occhi a furia di scrivere e controllare tutti quei codici.

Ora sono a casa con mio marito, abbiamo trascorso la maggior parte della giornata dai miei. Abbiamo aperto più volte una tribuna politica, avevamo rappresentati quasi tutte le idee, compresi, come detto prima, gli astensionisti. Insomma a casa mia c’era un gran casino.

Ci stiamo rilassando in attesa degli exit poll e delle prime proiezioni. Le altre volte sono riuscita a stare sveglia fino all’alba. Ricordo quando Prodi vinse le elezioni per un seggio e alle ore tre del mattino uno spiritato Fassino salì sul palco per annunciare la vittoria. Non so se stanotte ce la farò a rimanere sveglia, anche perché secondo me alle sei del mattino non si avrà un quadro ben preciso, a meno che la situazione sia ben netta dall’inizio, e ci toccherà tutti cantare, come faceva venerdì un mio alunno Noi siamo figli delle stelle!

Il Lunedì di Speranza #3

Questa settimana inizia con due bei motivi per essere ottimisti che hanno lo stesso filo rosso che li unisce. Sono i piccoli passi compiuti la scorsa settimana verso la piena conquista dei diritti delle donne.

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Come detto nello scorso post venerdì si è celebrata la Giornata mondiale contro la violenza sulle donne, anche l’Italia ha fatto la sua parte, infatti ci sono state varie manifestazioni molto partecipate da donne di tutte le età. Si sono esposti uomini che hanno scritto che è ora che anche loro facciano la loro parte. La questione non può riguardare solo le donne. E’ certamente un piccola goccia, ma intanto qualcosa si smuove. A me ha colpito molto che gli scranni della Camera dei deputati fossero occupati da 1400 donne. Alla presenza del Presidente del Consiglio Gentiloni e della Presidente della Camera Laura Bordini hanno raccontato le loro storie sì di sofferenza, ma anche di riscatto e speranza. La Presidente ha invitato tutte le donne a non stare zitte a parlare. Nonostante la paura di non essere credute: io parlo. Nonostante i pregiudizi: io parlo

Parità di genere

L’altra notizia positiva è che Martedì 21 novembre il Consiglio Regionale della Sardegna ha approvato la legge elettorale che introduce la doppia preferenza di genere. Voti favorevoli 50, contrari 2. Raggiungere questo risultato non è stato semplice. Cinque anni fa la legge non passò e anche questa volta si temeva la stessa beffa. Ma martedì in Consiglio regionale i posti riservati agli ospiti erano gremiti da donne, molte erano pure fuori.  I Consiglieri, le Consigliere sono solo quattro, questa volta non l’avrebbero passata liscia. Non se ne sarebbero potuti andar via alla chetichella.

Molti, anche donne, sono contrari a questa legge, affermano che si dovrebbe conquistare il seggio con merito, non per genere. Allora proviamo a rispondere a questa semplicissima domanda: oggi consiglieri e i deputati sono tutti lì perché se lo meritano? Ecco. Credo che non sia solo una questione di credibilità, onestà, competenza, conta soprattuto la necessità di far emergere anche a livello politico il modo di ragionare, la progettazione e la sensibilità femminile. Di questo abbiamo bisogno.

Ora et labora

Non sarà facile dimenticare la giornata di ieri. Ci siamo alzati presto, il cambio d’orario ci scombussola sempre un po’. Infatti anche mio marito, che di solito si sveglia molto dopo di me, era alzato e preparava la colazione. La tv accesa era accesa su skytg24. Avevo appena chiuso la porta del bagno e l’ho sento imprecare a voce alta. Pensavo che stesse dando la caccia alle mosche, purtroppo in questo periodo sono molte e parecchio fastidiose. Preoccupata però dalle sue esclamazioni continue, evidentemente non erano le mosche che lo infastidivano, ho fatto una doccia veloce e in accappatoio mi sono presentata  in cucina.

Un’altra terribile scossa aveva colpito le zone già martoriate ad agosto e mercoledì scorso. In TV in quei primi momenti dicevano che la scossa era del 7.1. Ricordavo fosse il grado del terrificante terremoto di Messina del 1908. Allora ho controllato se mio nipote che sta in Emilia-Romagna fosse in linea su wathsapp.  Pensavo -Se ha sentito le scosse del 26 ottobre figurati se non ha sentito questa che è 7.1. Come minimo sarà venuto giù qualche palazzo pure lì.- Invece lui mi ha tranquillizzato subito, la scossa lo aveva svegliato, ma secondo lui non era di quel grado. Infatti poco dopo mi manda una rilevazione quasi corretta. Siamo stati a messaggiare tutto il giorno e in serata l’ho chiamato e poi ho sentito pure mia sorella che ovviamente è preoccupata, ma insomma tiene botta. Si può immaginare! La Sardegna non è terra sismica, ma anche noi abbiamo paura dei terremoti che subiscono i nostri cari o amici.

Siamo stati a casa tutto il giorno perché non stavamo bene, la sera prima avevamo colto le melagrana con mia suocera e abbiamo preso freddo. Soprattutto io avevo mal di gola, le ossa a pezzi, ma niente febbre. La miglior cura era quella di prendere un blando  antinfiammatorio e stare a casa a riposo. Così abbiamo trascorso la giornata tenendoci costantemente aggiornati sul terremoto. Abbiamo visto in diretta venir giù la chiesa di San Benedetto di Norcia, le suore che venivano soccorse dai vigili del fuoco, i frati che pregavano in ginocchio in piazza, la giornalista di sky che era scesa in al bar a fare colazione che per due ore non ha smesso di parlare. Tutti erano confinati nella piazza e non potevano andar via. Le scosse si ripetevano e si ripetono in continuazione.

Le foto e i video condivisi con ogni mezzo di comunicazione mi lasciano sgomenta e incredula sul fatto che non si contano vittime. Solo poche decine di feriti.

Ho visto centinaia di foto e alcune le ritengo emblematiche.

A firefighter, left, andan alpine soldier look at rubble in the hilltop town of Amatrice as an earthquake with a preliminary magnitude of 6.6 struck central Italy, Sunday, Oct. 30, 2016. A powerful earthquake rocked the same area of central and southern Italy hit by quake in August and a pair of aftershocks last week, sending already quake-damaged buildings crumbling after a week of temblors that have left thousands homeless. (Massimo Percossi/ANSA via AP)
(Massimo Percossi/ANSA via AP)

Questa è la foto che preferisco. Un alpino e un un vigile del fuoco di fronte alla devastazione di Amatrice. Trasmette tutto lo sgomento del momento.  Sarà possibile riportare tutto all’origine?  Quanti soldi occorreranno? Quanto tempo ci vorrà? Da dove bisogna cominciare? Mi piace anche perché sono un alpino e un vigile del fuoco. L’unione fa la forza. Nessuno ce la può far da solo. Tutti abbiamo bisogno di tutti.

 

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ANSA

Questa foto mi colpisce perché tutte le strade sono bloccate. Ogni direzione è preclusa. Per andare avanti bisognerà fermarsi e raccogliere ogni pietra e rimetterla al suo posto. Anche nella vita quando siamo bloccati per andare avanti dobbiamo fermarci e fare declutering. Eliminare  le cose  inutili, salvare le cose importanti, e iniziare a costruire tutto in maniera più solida. Ci può essere d’aiuto la regola di San Benedetto: ora et labora. Anche chi non è religioso la può  fare propria trasformandola in medita e lavora, pensa e lavora. Non bastano solo le preghiere, ma non basta neanche il lavoro fine a se stesso.

 

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Foto di Sky

Questa foto del monte spaccato mi fa ha fatto capire che cosa è il terremoto a livello geofisico. La montagna che si spacca. Mio marito dice che prima o poi il pezzo superiore della crosta terrestre franerà  giù. Tramite questa foto ho capito che la gente che vive in quelle zone, dolorosamente non potrà stare lì. Almeno fino a quando le scosse non diminuiranno di numero e d’intensità. Non si può pensare di mettere a repentaglio la propria vita e quella dei soccorritori. Credo che alla fine il buon senso prevarrà . Non è una deportazione, ma un mettersi in sicurezza per riprendere fiato e riposare dopo due mesi allucinanti. Come le greggi che vanno a svernare in pianura e poi tornano in primavera. Così sarà anche per la gente umbra e marchigiana. Torneremo a mangiare l’Amatriciana ad  Amatrice, il prosciutto Norcino a Norcia, le Lenticchie a Castelluccio. Ancora non sappiamo quando, ma lo faremo.

Ora et labora.

L’incoscienza della Brexit

I Britannici hanno scelto di uscire dall’Unione Europea.

Sono andata a letto a mezzanotte con i dati degli exit poll che dicevano il contrario. I seggi erano chiusi da un’ora e gli alacri scrutatori erano alle prese con urne e pile di schede.  Alle tre mi sono svegliata per il caldo e per la sete. Ho acceso il kindle e i siti dei giornali già davano quasi certa l‘amara verità, che poi è stata confermata prima dell’ora di  colazione.

Sarà che a me piace costruire ponti e non segnare linee di confini. Sarà che sono cresciuta con l’idea dell’Europa Unita. Sarà che ricordo bene i sacrifici fatti dagli Italiani per essere meritevoli di avere la moneta unica. Sarà per altri cento motivi ma oggi sono sotto choc e triste. Tanto triste.

Qualcuno pensa che gli Inglesi abbiano fatto una scelta coraggiosa, a me sembra invece un azzardo di un’incoscienza colossale. Non so come una nazione di 65 milioni di abitanti possa pensare di competere da sola con la Cina (un miliardo e duecento milioni di abitanti), l’India (ottocento milioni di abitanti) e gli Stati Uniti (320 milioni di abitanti). Forse pensano di stare con un piede fuori e uno dentro,  cioè avere i privilegi ma non gli oneri. O forse pensano di trascinare l’uscita definitiva alle calende greche. Non credo che questo gli sarà permesso, a meno di scatenare una reazione a catena di uscite di altri popoli altrettanto illuminati.

E’ giunta l’ora che le donne e gli uomini leader dell’Europa i tirino fuori le qualità, gli attributi, quali coraggio, fantasia, determinazione, risolutezza, affinché il sogno dell’Europa unita,  iniziato a costruire  dai nostri padri sulle macerie della Seconda Guerra Mondiale, non diventi un incubo che ci faccia rivivere giorni più amari di oggi.

Venerdì Santo 2016

Oggi è Venerdì santo, giorno in cui noi cristiani  facciamo memoria e riflettiamo sulla morte di Gesù Cristo. Tutto è iniziato da lì: dalla sua morte e dalla sua resurrezione. Il nostro essere occidentali ed europei deriva in gran parte dal primo Venerdì santo della storia.

Il pensiero , le leggi e il modo nostro modo di vivere  si è affinato nei secoli. Certo non tutto va come dovrebbe andare e non sempre siamo consapevoli di quello che siamo, tanto meno di quello che siamo stati, del lungo cammino che abbiamo dovuto fare per giungere a vivere in libertà, pace e democrazia. Siamo un po’ confusi su quello che saremo e non sappiamo bene quali siano le decisioni migliori da prendere per continuare a percorrere la strada indicata da chi ci ha preceduto. Ma indietro non si torna, non vogliamo la barbarie. Non vogliamo l’occhio per occhio, anche a costo di sembrare stupidi e indifesi.

Questo è quello a cui anelano milioni di persone che bussano ai nostri confini. Perché seppure imperfetta la nostra cultura fa vivere la gente libera e in pace. Per  il momento è la migliore possibile.

Stamani ho trovato il bellissimo articolo di una coraggiosa  giornalista saudita, nel quale mettendo in evidenza il tormento del mondo musulmano dà una ragione del nostro essere cristiani e occidentali e mi ha portato a scrivere queste righe.

Ho preferito copiarlo  interamente e non solo  linkarlo perché voglio ritrovarlo sempre. Non voglio che vada perduto nel grande mare della rete.

Buona lettura. Buon venerdì santo

Immaginate se i cristiani si comportassero come i terroristi islamici”

La giornalista saudita Nadine Al-Budair, che vive in Qatar, ha scritto un articolo per il quotidiano kuwaitiano Al-Rai in cui ha invitato il mondo musulmano ad esaminare se stesso invece di condannare l’Occidente:

“Immaginate che i giovani occidentali vengano qui e compiano una missione suicida in una delle nostre piazze in nome della Croce.

Immaginate di sentire le voci di monaci e sacerdoti, provenienti da chiese e luoghi di preghiera dentro e fuori il mondo arabo, che urlano negli altoparlanti e lanciano accuse contro i musulmani, chiamandoli infedeli e cantando: ‘Dio, elimina i musulmani e sconfiggili tutti’.

Immaginate che noi avessimo fornito ad un numero infinito di gruppi stranieri carte d’identità, cittadinanze, visti, posti di lavoro, istruzione gratuita, moderna assistenza sanitaria gratuita, previdenza sociale e così via, e che poi sia uscito fuori un membro di uno di questi gruppi, consumato dall’odio e dalla sete di sangue, e abbia ucciso i nostri figli nelle nostre strade, nei nostri edifici, negli uffici dei nostri giornali, nelle nostre moschee e nelle nostre scuole.

Queste immagini sono lontane dalla mente del terrorista arabo o musulmano, perché ha la certezza che l’Occidente sia umanitario e che il cittadino occidentale si rifiuti di rispondere così ai barbari crimini [dei terroristi islamici]. Nonostante gli atti terroristici di Al-Qaeda e dell’ISIS, noi stiamo sul suolo [occidentale] da anni senza alcun timore o preoccupazione. Milioni di musulmani – turisti, immigrati, studenti e persone in cerca di lavoro – hanno le porte aperte e le strade sicure.

E’ strano che noi condanniamo [l’Occidente] invece di affrontare ciò che sta accadendo in mezzo a noi: i modi estremisti in cui interpretiamo la sharia e il nostro atteggiamento reazionario l’uno verso l’altro e verso il mondo. E’ strano che noi condanniamo invece di chiedere scusa al mondo.

Certi opinionisti arabi promuovono un messaggio patetico e recitano all’orecchio del loro amico le stesse parole che lui ha ripetuto milioni di volte [riferendosi ai terroristi musulmani]: ‘Quelli non rappresentano l’islam, ma solo se stessi’.

Questo è tutto quello che [sappiamo fare]: assolverci dalla colpa.”

 

Pray for Bruxelles

 

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H. 6.00. mi sveglio e vado in bagno. Riesco a camminare benino, dopo la caduta del mese scorso non mi sono ancora ripresa bene.  Ho cambiato cura, fatto una nuova rx che, meno male,  ha scongiurato fratture. Stamane mi recherò dal medico per farmi prescrivere la fisioterapia ordinata dall’ortopedico. Non posso rientrare a scuola fino a che non finisco le cure.

h 6,15. Ormai non riprenderò più sonno. Accendo il kindle che ha la connessione wifi. Leggo le notizie riguardanti le sette ragazze italiane  dell’Erasmus morte nell’incidente di Tarragona. Mi commuovo a vedere le foto e leggere le loro storie. Storie di giovani che si danno da fare, studiano, ampliano le loro vedute. Le hanno definite la Meglio gioventù. Abbiamo tanti giovani pieni di ottimismo e speranza. Puliti. Carichi di energia come lo si può essere a vent’anni. Non tutto è perduto.

h. 7,50. Dopo aver letto le altre notizie dai giornali online mi decido ad alzarmi. Prendo le medicine, vado nuovamente in bagno. Inizio a preparare la colazione per me e Mylove. La tv è spenta. Mi sono appena sconnessa da internet, che cosa vuoi che sia successo nel frattempo?

h. 8,15. Stiamo finendo di fare colazione. Mylove accende la tv, su sky news 24, lui non sa cosa è successo nel mondo.

h 8,20. Notizia appena arrivata in redazione: c’è stata un’esplosione nell’aeroporto di Bruxelles, alle otto. Guardo l’orologio appeso al muro, non segna neanche le 8,25. Praticamente in diretta. Vaffanculo, urlo. Non ho dubbi, sono ancora loro. Non ci vogliono far vivere.