Tutta la luce che non vediamo

dsc_0037-2013929694.jpgOgni anno nel mese di Gennaio, in occasione della Giornata della Memoria, leggo almeno un libro sulla Shoa. Di solito la ricerca del libro e la relativa lettura avviene a fine mese, invece quest’anno, complice una promozione lampo su Amazon, ho già letto il libro sull’argomento Tutta la luce che non vediamo di Anthony Doerr, vincitore del premio Pulitzer nel 2015.

Il romanzo racconta la vita di due bambini che nel 1934 hanno sei anni. Marie Laure vive a Parigi, è orfana di madre e le hanno diagnosticato una malattia degenerativa che in poco tempo la farà diventare cieca. Con questo handicap affronterà il trasferimento a Saint Malo e l’occupazione della fortezza da parte dei tedeschi. Werner è un bambino tedesco che vive in un orfanotrofio insieme alla sorella minore. Il bambino dimostra subito di avere delle capacità tecniche straordinarie nel costruire e rimettere a posto le radio. Per questo viene notato e mandato a frequentare, nonostante il parere contrario della sorellina, l’Accademia della Gioventù hitleriana. Non sto a raccontarvi tutte le vicende dei due bambini, che la vita farà incrociare per un attimo per far proseguire ognuno nel loro destino. Il libro è lungo e le vicende sono alquanto articolate, e anche i personaggi sono tanti e ben descritti nei loro caratteri e azioni.

Il racconto inizia lentamente, ma a metà le parole cominciano a incalzare, creando tanta suspance. Mentre leggevo mi sono resa conto che alcune pagine le ho lette senza respirare, in apnea. Quando racconta il periodo post bellico il ritmo torna lento e lascia spazio alle riflessioni.

Dopo aver letto il libro il pensiero principale che prevale in me è sull’Europa e il lungo periodo di pace che stiamo vivendo, talvolta con indifferenza e sufficienza. La fratellanza fra Europei è costata tanto, e credo non sia stato semplice per i popoli europei sedersi allo stesso tavolo, sognare insieme e iniziare a costruire l’Europa unita. Però ci sono riusciti. Ci siamo riusciti. Oggi possiamo girare l’Europa in lungo e in largo senza problemi. Possiamo sognare di cambiare e vivere una nuova nazione. Possiamo esprimere le nostre idee liberamente, anche le più stupide.

Un’altra pensiero che considero importante è che prima agli inizi sembrava impossibile che si potesse iniziare una seconda guerra, visto che si era appena usciti da una guerra terrificante, per questo alcuni segnali erano stati considerati insignificanti. La mia domanda è: Il ritorno delle destre estremiste al governo di alcuni stati europei; lo sdoganamento delle idee fasciste, naziste, xenofobe che circolano impunemente sui social; le affermazioni sulla supremazia della razza bianca su le altre razze (fresca fresca di ieri) di un candidato alle elezioni regionali, sono segnali di un futuro fosco che ci attende? Spero tanto di no e mi attivo, anche con questo piccolo blog a far circolare idee positive e piene di gioia e speranza nel futuro.

Diario di lettura aprile-ottobre 2017

Anche se è da parecchi mesi che non do notizie sui libri che allietano le mie giornate,  da  aprile ad oggi ne ho letto parecchi. Certo, non ho il ritmo di un libro a settimana come gli  scorsi anni, ma nonostante ciò e alcuni mesi di non lettura, sono vicina alla mia media personale. Devo dire che, forse essendo più oculata e attenta, ho letto dei bellissimi libri. Per cui  ho un sentimento di gratitudine per tutti gli scrittori che mi hanno regalato dei bei momenti di relax e di riflessione.

Alcuni libri anche a distanza di mesi mi danno la stessa sensazione delicata che ho provato mentre leggevo. Così quando mi capitano ancora in mano, sfioro la copertina quasi per rievocare le parole che ho letto.

7) I colori dopo il bianco _Nicola Lecca. Silke a Marsiglia scopre che oltre al bianco esistono tanti colori che può usare anche lei per cominciare a vivere.

8) Le nostre anime di notte _Kent Haruf. Non ho parole per descrivere la pace e la serenità che mi ha regalato la storia di Addie e Louis. Inoltre, la scorsa settimana ho visto  l’omonimo film con Robert Redford e Jane Fonda, che pur avendo delle licenze rispetto alla storia, ha reso fedelmente l’atmosfera del libro.

9) Ciò che inferno non è _Alesssandro D’Avenia. E’ il romanzo autobiografico dell’autore adolescente che ha conosciuto Padre Puglisi. Ci racconta degli ultimi mesi del sacerdote e del ragazzino che è diventato di colpo un giovane uomo.

10) La strega di Portobello_Paulo Coelho. Credo di averlo letto in un momento sbagliato. Infatti  sebbene l’abbia terminato, la lettura è stata poco scorrevole.  La storia di Atena, viene raccontata da tutte le persone che conoscendola hanno avuto benefici dalla sua aura.

11) Il caso Malaussène _Daniel Pennac. Nel corso degli anni ho letto e riletto le vicende incredibili e contemporaneamente verosimili di questa famiglia allargata. Ho sempre desiderato che scrivesse altre vicende. Eccomi accontenta.

12) Io sono Dot_ Joe Lansdale. Dot vive la sua adolescenza a rotta di collo, non può fare altrimenti fino a quando, per tutta una serie di circostanze, comincia a tirare il fiato e trovare l’equilibrio.

13) Lo strano caso del cane ucciso a mezzanotte_Mark Haddon. Il titolo del libro, che è stato pubblicato nel 2003, è rimasto per anni piantato nella mia mente. Parecchie volte in libreria o biblioteca l’ho pure preso in mano, senza mai decidere di leggere neanche la prima pagina. Poi quest’estate in libreria l’ho aperto e ne ho letto l’incipit. Come ho fatto a non leggerlo prima? Christopher ci racconta in prima persona la sua vita di ragazzo autistico ad alto funzionamento.

14) Milioni di farfalle_Eben Alexander. L’autore, medico di fama mondiale, ci racconta la sua esperienza di extra-morte. Prima di questa esperienza era molto scettico al riguardo di esperienze simili vissute da altri. Il libro, pur usando un linguaggio abbastanza tecnico, è apprezzabile perché trasmette ancora la sorpresa che ha provato l’autore nel vivere e riflettere sulla sua vicenda

15) Passaggio in Sardegna_Massimo Onofri. Chi si trova per caso o per convinzione in Sardegn,a non può non amare i suoi paesaggi e la gente che oltre ad aggiungere un posto a tavola, se si fida talvolta, col cibo ti offre il cuore. Su strangiu, il forestiero, che arriva in  Sardegna non solo la vive e l’apprezza, ma desidera scrivere ciò che vive.

16) Non vi lascerò orfani, Daria Bignardi. Ci racconta la storia autobiografica della sua  famiglia e della sua infanzia. Mi piacciono le storie autobiografiche di quelli che sono miei coetanei o quasi.

17) La figlia dei fiordi,  Sandra Faè. Anche questo lo colloco tra i libri delicati, che ti regalano belle sensazioni tanto da dire: già finito? Nono, ancora.

18) Un incantevole aprile, Elizabeth von Arnim. Il libro è stato pubblicato per la prima volta nel 1922 e in Inghilterra divenne subito un bestseller, da cui vennero tratti anche due film. Quattro donne inglesi di variegate età decidono di fare un mese di vacanza in Liguria. Durante queste vacanze pian piano a turno sbocciano come i fiori liguri.

19) Le otto montagne, Paolo Cognetti. Da sarda che poche volte ha visto le montagne vere, ho apprezzato questa storia ambientata nelle montagne italiane.

20) L’Arminuta, Donatella Di Pietrantonio. La vicenda raccontata è straziante e l’autrice non fa sconti sull’incalzare degli avvenimenti. Sono rimasta senza fiato fino alla fine tanto che l’ho letto in un giorno.

21) La preghiera segreta _Joe Vitale e 22) Conoscere Ho’oponopono, Bailey Steven sono due libri che mi hanno permesso di conoscere la preghiera hawaiana e hanno arricchito la mia spiritualità. Continua a leggere Diario di lettura aprile-ottobre 2017