Verso la fine dell’inizio

Che bello sedersi e scrivere un post. Mi sembra un evento eccezionale e non mi sento in colpa per aver sottratto tempo alle mie cose scolastiche e casalinghe. L’orario è definitivo è in dirittura d’arrivo. Inizieremo la settimana prossima.

La casa è quasi tutta pulita, la roba è lavata, anche se da stirare. Ma stirerò al bisogno, portandomi un po’ avanti di volta in volta. I fiori si autoinnaffiano, visto che la siccità è terminata. Anzi direi che abbiamo paura delle alluvioni. Da tre giorni alla stessa ora, le cinque della sera, si scatena il finimondo. Tuoni, saette e pioggia a gogò. Meno male che poi ci c’è la  tregua. Infatti abbiamo ancora delle giornate di sole, anche troppo calde. Ma dai, va bene così.

Ho iniziato a lavorare con i bambini, che sono sempre splendidi e così… bambini direi.  Che belli i miei bambini di seconda, ne ho acquistato un’altra e questi nuovi alunni sono troppo toghi. Ci siamo amati al primo incontro. Colpo di fulmine. Poi ho una terza, nuovi alunni pure questi. Belli pure loro. Le tre quarte sono vecchie conoscenze. Poi ho quei demoni delle due quinte! C’è una classe piuttosto turbolenta, alquanto già ormonata,  e ci fa sudare sette camicie più una. Già me li sistemerò ben benino. Quando mi ci metto divento peggio della Signorinarottermaier. Così imparano a rispettarsi tra di loro e a rispettare gli adulti che hanno davanti.

Non dite poverini, perché se non facciamo così non sentono ragioni. Tutti gli altri metodi hanno già fallito miseramente. Poi loro si tranquillizzeranno, avranno i loro confini ben definiti e torneranno amabili e sopportabili come sempre. Speriamo. Perché questa nuova generazione di ormoni di nativi digitali a volte hanno delle controindicazioni. Pensano di essere più cool dei docenti e dei genitori. Ma con pazienza e a volte senza pazienza, li riporteremo sulla retta via.

Buon inizio settimana a tutti.

E’ novembre da tre giorni

E’ novembre da tre giorni. Il ponte dei santi è alle spalle. Io sono a casa per il giorno libero. Ho fatto il cambio degli armadi. Incredibilmente di estivo, tranne le T-shirt che le usiamo tutto l’anno, in giro non c’è nulla. E’ tutto lavato e conservato. Di solito mi ritrovo le cose estive per un bel po’. Quest’anno no. Invece di stirare, ho riposto tutto lisciando la roba con le mani. Tanto prima di indossarle nuovamente le dovevo rilavare, per togliere quel terribile odore di chiuso, che non va via neanche dopo un bagno di sole. Risparmio così  corrente, acqua ed energie fisiche. Vedo solo vantaggi. E poi ho fatto prima a ritirare tutto!

Abbiamo trascorso questi giorni con le nostre famiglie. Ci siamo goduti i miei nipotoni.  Ci fa sempre tanto piacere averli in casa e occuparci di loro 🙂

Venerdì hanno operato mio suocero, i medici non hanno potuto procedere come volevano. Il tumore è rimasto dentro. Lo aspettano mesi difficili. Ci aspettano mesi difficili. Lui per ora non sa che non è andata come si aspettava.  Non so se qualcuno glielo dirà o se lo capirà da solo.  Le carte del gioco sono ancora in mano sua. Le ha sempre giocate lui. Avrebbe dovuto fare l’operazione già a febbraio dell’anno scorso per l’asportazione della vescica. Ha preferito procrastinare l’intervento, ma quando ha deciso era tardi. I figli erano all’oscuro di tutto, o quasi. Ma anche se avessero saputo qualcosa, niente avrebbero potuto fare. E’ un uomo semplice, ma risoluto. Non abbiamo quindi niente da rimproverarci. Ora si combatterà, mese per mese, settimana per settimana e poi arriverà il combattimento giornaliero del corpo a corpo.

Intanto, come facciamo da un bel po’ di tempo, continuiamo a vivere la vita, sorridendo e ridendo ogni volta che ci viene offerta l’occasione. La vita è troppo breve per viverla di rimpianti.

Buon lunedì e buon novembre.

 

In autunno c’è la primavera

Eccomi qui. Mezzo viva. Con le poche forze rimastemi oggi scrivo quattro righe per dirmi che respiro e reagisco! Ancora giorni intensi e stancanti. Caldo a gogò. Sono le 20,30 e giro ancora con le infradito, bermuda e T-shirt. Lo scrivo per dovere di cronaca e perché sia registrato negli annali. Giusto perché quando qualche anno rileggerò questo post, e magari fuori ci sarà un metro di neve, potrò documentare che a metà ottobre del 2014 sembrava agosto.

La settimana è iniziata con un incontro ravvicinato con Miogine per un interventino di manutenzione. Un polipo esterno o come cavolo si chiama, non ho interpretato il geroglifico del referto, che mi faceva soffrire e mi rovinava il dopofestival,  è stato eliminato e  letteralmente “bruciato”. Ho passato due giorni un po’ così. Ringrazio per il fatto che non ho morso nessuno e tutti quelli che mi sono stati vicini siano incolumi. Le orecchie degli alunni però sono state messe alla prova. Che hanno superato alla grande. Oggi va meglio, ma ovviamente non sono ancora al cento per cento.

Sto sempre seguendo con attenzione il Sinodo dei vescovi, quei vecchietti lì sembra che non abbiano peli sulla lingua. Speriamo tirino fuori un bel documento che dia un po’ di luce e calore a tante persone.

Anche il Papa non ha peli sulla lingua e ieri, come faccio tutti i giorni, o quasi, ho letto il resoconto della bellissima omelia della messa mattutina del 13 ottobre  a Santa Marta. Ho finito l’articolo con le lacrime agli occhi.Quanto tempo abbiamo aspettato per avere un pastore che parlasse come fa lui? Ogni parola che dice sembra che la dica a ciascuno di noi. Ci fa intravvedere un Dio che non è ingabbiato da leggi, norme e tradizioni. Un Dio incredibile che ama tutti e vuole che tutti siano felici. Un Dio che sa che l’uomo è piccolo, ma lo chiama comunque a condividere la sua casa. Nonostante i fallimenti, i peccati più terribili. Un Dio così non fa paura, ma ci fa accettare i nostri limiti senza considerarci dei falliti. Che bello!

In autunno c’è la primavera della Chiesa!

Ciao settembre, benvenuto ottobre

La partenza a razzo di quest’anno scolastico comincia a farsi sentire. Intanto, oggi è  l’ultimo giorno di settembre, abbiamo iniziato l’anno scolastico da tre settimane e mi sembrano tre mesi. Poi si sono accavallate varie cose extrascolastiche, mai che le urgenze si presentassero una alla volta! Ieri ho iniziato una serie di controlli per le zone equatoriali del corpo, giusto per vedere come son messa e per capire se è il caso di poter andar oltre il livello di pensiero. Anche perché se continuo così si alzerà una nube nera e densa di fumo, che quella di Hiroshima era niente a confronto della tostatura dei miei neuroni bruciati. Miogine dice che fino a questo momento è tutto a posto. Yes, yes, yes.

Tutto questo pensare e fare, e andare e tornare, mi sta provocando dei problemi di insonnia, di sonni agitati e frastagliati. Manco la melatonina fa effetto. Mia sorella dice che devo prendere quella retard, che fa effetto lentamente, visto che dormo subito e mi sveglio nel cuore della notte. Invece io prendevo quella fast!

Mi son fatta  pure prestare le pecore dei vicini per contarle, ma non bastano. Però non posso andare avanti così, a trovare soluzioni notturne per tutti i mali del mondo. Che poi la notte mi sembrano di impossibile soluzione. Invece poi la mattina, nonostante tutto affronto la giornata fresca e combattiva come al solito.  E soluziono tutto! Evidentemente produco quantità industriali di adrenalina. Ma lo so che non posso andare avanti così per molto tempo. Ho bisogno di stendere al sole d’ottobre i pensieri, darmi una calmata e vivere più lentamente. Se non lo faccio io di mia sponte, lo farà il corpo con qualche paurosa fermata. Spero di riuscire a rallentare già nel fine settimana. E sarebbe già una gran cosa. Buon inizio d’ottobre!

4 dicembre

Eliminerà la morte per sempre.

Il Signore Dio asciugherà le lacrime su ogni volto.

Isaia 25

 Ho battuto il record: in quattro ore ho incontrato 83, dico ottantré genitori, una media di tre minuti a genitore. Ho iniziato quando fuori c’era finalmente un bel sole splendente, ho finito che era buio, freddo, e iniziava a salire la nebbia. Doccia – divano – cena – letto. Non sapevo nemmeno come mi chiamavo, figurarsi accendere il pc. Comunque sono andati abbastanza bene, cioé non ho avuto da discutere con nessuno. Anche i genitori dei nuovi alunni hanno capito il metodo, che all’inizio detta regole inflessibili di comportamento per poi ammorbidirle piano piano. Insomma ero stanca per aver parlato per tante ore dopo le ore di lezione. In verità sono ancora un po’ frastornata. Meno male che oggi entro un po’ più tardi.  Buona giornata

2 dicembre

Per i miei fratelli e i miei amici io dirò: “Su di te sia pace!

“Per la casa del Signore nostro Dio, chiederò per te il bene.

Salmo 121

Piove ininterrottamente da ieri. Sgrunt! Forse domani vedremo qualche raggio di sole. Urca! Che lusso. Questo tempaccio oltre che a farmi preoccupare per le zone seriamente disastrate mi mette di malumore,  ora non potrebbe piovere in Tanzania, dove attendono la pioggia dall’anno scorso?

Sono giorni in cui la mente non può fare a meno di ricordare gli avvenimenti dello scorso  anno e della Minuscola Stellina che brilla lassù dallo scorso dicembre. Non so definire quello che sto vivendo: un misto di nostalgia, malinconia, speranza e voglia di star su di morale. Voglia di rientrare in pista e provare il nuovo reparto trasferito definitivamente in questi giorni.

Poi si ci mettono pure le alunne! La settimana scorsa a fine lezione si avvicina una bambina di quinta, di quelle svegliotte: Maestra ma tu non hai bambini perché non ne volevi o perché non puoi averne? No, cara è la cicogna che non ne porta! Allora cambia animale! Ma guarda questa!

A scuola è iniziato il delirio natalizio, con i canti, i lavoretti e biglietti di auguri. Siamo solo all’inizio. Intanto con il Collegio dei docenti di stasera è iniziata la tre giorni di full time scolastico, domani ci saranno i colloqui generali, quanti dei 150 genitori incontrerò? Batterò il record dello scorso anno 80 in una sera? Tremo al pensiero!