Giorgia Meloni. La prima donna presidente del Governo italiano

Venerdì mattina Giorgia Meloni con la coalizione di destra si è presentata alle consultazioni con il Presidente della Repubblica e alle 16,30 è stata convocata per darle l’incarico di Presidente del Consiglio. Dopo settanta minuti di colloquio ha accettato l’incarico e ha diramato la lista dei ministri.

Ieri mattina alle 10 il governo di Giorgia Meloni ha giurato davanti al Presidente della Repubblica. Stamani c’è stato lo scambio della campanella tra Draghi e Meloni. Martedì 25 ottobre ci sarà la presentazione del Governo al Parlamento e la fiducia alla Camera e al Senato.
Con tempi record, dopo un mese giusto dalle elezioni del mese scorso in cui ha prevalso la coalizione di destra abbiamo il nuovo Governo. Che sollievo!
Mi ricordo la pena e la fatica del 2018, ci vollero due mesi per avere il governo 5stelle-Lega. Il risultato delle tre coalizioni era quasi pari e non riuscivano a trovare l’accordo, sembrava che da un momento all’altro si dovesse tornare alle urne. Alla fine il Governo nacque, ma poi passò al governo 5stelle-PD, che passò al Governo Draghi.
Quella della legislatura appena terminata è stata una storia tormentata, sia per i risultati elettorali incerti, sia per gli altri fattori eccezionali.
Prima di tutto non scordo il comportamento indecente di Salvini Ministro dell’Interno che mi ha veramente più volte schifato e indignato e che fece cadere il governo nell’agosto del 2019.
In secondo luogo a febbraio del 2020 iniziò la pandemia del coronavirus, che ha causato tante morti, dolore e sconquasso. Sono state prese decisioni a livello nazionale e internazionale che hanno limitato la libertà degli individui. Giuste, sbagliate? Forse sì, forse no, non mi sento di giudicare ferocemente chi doveva prendere decisioni per milioni di persone. Bisogna riconoscere che non è facile farlo neanche quando si deve prendere decisioni in una famiglia di due persone, figuriamoci per milioni di persone!

Comunque, quando agli inizi di quest’anno potevamo iniziare a pensare di esserne usciti dalla pandemia, quando potevamo pensare di rilassarci un po’, a febbraio la Russia intraprende una guerra contro l’Ucraina. Come per molte cose, si sa quando si inizia ma non si sa quando si finisce, così per questa guerra chissà quando ne vedrà la fine.

In un mondo come il nostro in cui tutti siamo super collegati e dipendenti, questa guerra è una catastrofe che vede coinvolte non solo Russia e Ucraina, ma tutto il mondo e in primis l’Europa. Ovviamente i costi delle materie prime sono schizzati in altro con prezzi assurdi al supermercato, per non parlare dei rincari dell’energia elettrica raddoppiati di bolletta in bolletta. La speculazione la fa da padrona. Siamo tutti destabilizzati e insicuri. Guardiamo al futuro con sfiducia e amarezza. Personalmente non vedo l’ora che sia nuovamente maggio-giugno, sono curiosa di sapere come avremmo attraversato l’inverno. O l’inferno.

Governare non è facile, come detto sopra si sa come si inizia, ma non si sa come finisci. Ora abbiamo il nuovo Governo. La novità è che per la prima volta nella storia della Repubblica italiana la presidente del Consiglio sarà una donna, Giorgia Meloni. È una verità incontrovertibile. È lei ad aver spaccato il tetto di cristallo. Da donna di sinistra le riconosco questo primato, e come me tante venerdì sera nei social glielo hanno riconosciuto. È un’altra donna di destra che a livello internazionale riesce ad arrivare in cima al potere politco della propria nazione, a quanto pare di donne di sinistra ce n’è solo una. In Nepal dal 2015 la presidentessa è Bidhya Devi Bhandari, leader del partito comunista, conosciuta nel mondo per le sue battaglie per i diritti delle donne. In Nepal. Ripeto, solo in Nepal.

Come mai le donne di sinistra riescono meno delle donne di destra? Azzardo qualche riflessione. Forse perché a sinistra si parla troppo e nei momenti decisivi gli uomini si mettono in mezzo alla porta allargando braccia e gambe per impedirne il passaggio? Forse perché bisogna chiedere il permesso e se chiedi figurati se te lo danno!
Occorre che le donne di sinistra studino bene il fenomeno nei loro partiti e poi agiscano. Senza chiedere nessun permesso. Si fa e basta, senza paura di sbagliare e fallire. Si cade sette volte e ci si alza otto volte, dicono i giapponesi.
Guardiamo oggettivamente il percorso di Giorgia Meloni. Si può dire che per lei in questi anni il tragitto percorso è stato facile? Quanti insulti avrà ricevuto, quante porte in faccia avrà ricevuto, sbagli avrà fatto? Eppure ci ha creduto e si è circondata di persone che credevano in lei.
E vogliamo parlare dei due compari di coalizione, Salvini e Berlusconi. Due mine vaganti che appena aprono bocca fanno tremare i polsi e le vene di mezzo mondo. Il primo si è rassegnato subito e rientrato subito nei ranghi. Mister B invece ci ha tentato fino all’ultimo e lo spettacolo che ha offerto è stato penoso e deprimente per tutti loro. Giorgia Meloni ha superato, non senza fatica, anche quest’ultimo ostacolo e nei tempi record stabiliti ha varato il suo Governo.

Cosa dobbiamo dire noi donne di sinistra? Se ce l’ha fatta lei possiamo farcela anche noi. In futuro ci saranno tante elezioni e non mancheranno le occasioni. Bisogna già prepararsi da ora, non scoraggiarsi e non arrendersi mai.

Auguri di buon lavoro a Giorgia Meloni, che si guardi sempre alle spalle perché chi le darà problemi non saranno gli avversari politici, sono avversari e si sa che non possono certo essere d’accordo con lei. I peggiori nemici sono sempre quelli che si ha vicino, pronti a dare dare la coltellata alle spalle per prendere il potere loro.

Auguri all’Italia e agli Italiani perché il Governo Meloni sarà pure nuovo, ma certe facce le abbiamo già viste all’opera e sappiamo come lavorano. Purtroppo lo sappiamo bene. Nel nome dei ministeri c’è già il programma di quello che faranno e non mi piace per niente. Ma di questo avremo tutto il tempo per parlarne.

Auguri a tutti noi.

17 commenti

  1. A Giorgia Meloni vanno riconosciute la tenacia e la capacità di imporsi in un mondo di maschi (e si vede anche dalla composizione del suo stesso governo), per il resto, non sono felice della sua vittoria perché è la vittoria di valori e ideali che non posso condividere. La cosiddetta sinistra è se possibile ancor più maschilista della destra. Se penso a molte altre donne che sono salite a cariche importanti, non posso fare a meno di accorgermi quanto siano poco in sintonia con la mia visione del mondo e quanto siano pervase di “valori maschili”. Essere donna non ha portato nessun valore aggiunto da parte di Thatcher, May, Von Der Layen… per non parlare dell’ineffabile Liz Truss!

    • Come darti torto, cara Marisa? La tua analisi è perfetta.
      Quello lì intanto sta già piantando paletti in mare. Sarà una bella spina nel fianco del Governo.

    • Non è che non c’è, il contenitore è stato riempito di altre cose. È stato preso a calci. Usato per altri scopi. Il contenitore c’è, ma è buttato in un angolo. È ammaccato. Ha bisogno di essere pulito e sistemato. Magari usando la tecnica giapponese del Kintsugi, che ripara le ceramiche incollando i pezzi con l’oro. Si evidenziano le fratture, ma così non si dimenticano. Però il contenitore è salvo.
      La sinistra c’è e c’è pure il contenitore. Sta a noi trovare motivazioni, interesse, coraggio, forza e unità. Sarà un processo doloroso, ma necessario. Non perdiamoci d’animo.

  2. La sinistra italiana ha perso ogni connotazione di “sinistra”, perdendo di vista i propri obiettivi.
    In concerto con i sindacati, i lavoratori italiani (che ritengo debbano riconoscersi più nella sinistra, che nella destra) negli ultimi 30 anni sono sempre andati perdendo libertà lavorative e potere d’acquisto, senza sentirsi rappresentati a livello parlamentare.
    Sarebbe ora che si svegliassero, a sinistra. Essere più vicini ai “veri” bisogni delle persone (welfare, istruzione, sanità, sicurezza, stipendi), tutti problemi che NON hanno affrontato, ed infatti ecco come siamo messi oggi.
    Il fatto poi che non riescano nemmeno lontanamente a proporre figure femminili di spicco, fa capire quanto medievali siano.
    E, occhio, io non voto destra. Per cui il rimpianto è infinitamente maggiore.

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