Impressioni di metà ottobre: mare, scuola, libri e premi Nobel

È domenica mattina. Sono appena passate le otto e fuori c’è il sole. Dalla finestra non vedo neanche una nuvola. Fa freddino, la temperatura è attorno ai 15 gradi. Ma durante la giornata si arriverà a 25 gradi. Siamo all’inizio dell’autunno. Nel mio paese c’è la festa della compatrona, ci sarà solo festa religiosa: messe e processione, con i partecipanti rigorosamente con la mascherina e a distanza almeno di un metro. Lo scorso anno la Santa passò per le vie del paese sopra un furgoncino. Quest’anno già va meglio. Il prossimo anno si tornerà alla normalità, che pian piano ce la stiamo conquistando e meritando. Nonostante le polemiche e le anche le violenti proteste di ieri Roma, i vaccini stanno facendo il loro dovere. Dopo un anno e mezzo di buio è un lusso rendermi conto che ho trascorso delle ore senza pensare al covid. Che bellezza!

L’attività scolastica è ormai avviata, abbiamo ripreso il ritmo e iniziato il programma di seconda primaria. Agli inizi di settembre ero in condizioni psicofisiche tremende, non avrei scommesso un soldo bucato su me stessa. Contavo di mettermi in malattia, non mi sentivo in grado di portare avanti la mia attività con la solita grinta. Invece pian piano ho ripreso il ritmo, non ho assunto nessun incarico extra e mi sono dedicata solo all’attività didattica; ho partecipato e sto ancora partecipando alle riunioni e ai corsi di aggiornamento, ma senza l’affanno di presenziare fino all’ultimo secondo. Se non sto bene o sono eccessivamente stanca: signore e signori arrivederci e grazie, mi collegherò la prossima volta sperando di poter essere presente per tutti i 3500 minuti previsti.
Ma quante riunioni inutili si fanno? Nelle intenzioni sono tutte risolutive e invece da 33 anni sento i soliti discorsi. È vero che questo tempo non è passato inutilmente, si fa più attenzione alle problematiche dei bambini. Ma la verità è che qualunque cosa si faccia non sembra mai abbastanza, certi problemi non si risolvono, si attenuano con tanti e tanti sforzi, che spesso non vengono neanche riconosciuti dalle famiglie, che vorrebbero la soluzione del problema. Solo che nessuno può risolvere il problema, ci vorrebbero miracoli a raffica e bacchette magiche sempre in funzione.

Dicevo che mese di settembre è stato per me il cammino della rinascita. Complice un tempo meraviglioso siamo andati al mare ogni domenica, talvolta abbiamo mangiato in spiaggia, altre volte in ristorante, e altre volte ci siamo fermati al supermercato e preso qualcosa in rosticceria. Facevamo quel che ci andava di fare. Che goduria!

Ho anche ripreso a leggere con gusto spaziando tra i generi: sono passata da Obama a Madame Bovary, che non avevo ancora letto. Mi sono infatti resa conto che voglio leggere i classici che ho sempre rimandato di leggere. È giunta l’ora di farlo, alternando con altri libri. Grazie a Sandra e Barbara ho scoperto un autore fantastico: Alexander MaCally Smith, sono al terzo libro delle avventure di Preciuous in Botswana. Adoro questo scrittore, che per il suo racconto calmo mi ricorda Kent Haruf, che purtroppo è morto e i suoi scritti sono pochi. Meno male che MaCally è ancora vivo e anche molto produttivo. Evviva!

Questa settimana sono sono stati assegnati i premi Nobel, quello alla letteratura è andato a Abdulrazak Gurnah, uno scrittore nato a Zanzibar,  ma esiliato in Gran Bretagna  a causa delle persecuzioni ai danni dei cittadini di origine araba. Nella motivazione si legge che è stato scelto per “la sua intransigente e compassionevole capacità di comprensione degli effetti del colonialismo e del destino dei rifugiati nel divario tra culture e continenti”. È il il quinto autore africano a vincere il Premio Nobel per la Letteratura, dopo Wole Soyinka (Nigeria, 1986), Naguib Mahfouz (Egitto, 1988), Nadine Gordimer (Sudafrica, 1991) e John Maxwell Coetzee (Sudafrica, 2003). Di questi cinque ho letto solo la Gordimer.

Lo scorso anno grazie al premio Nobel ho scoperto e letto con piacere le poesie di Louise Gluck. Premio Nobel 2021 Gournah, in Italia è stato tradotto pochissimo e i suoi libri sono fuori catalogo. Non appena saranno disponibili avrò il piacere di leggere qualche sua opera.

2 pensieri su “Impressioni di metà ottobre: mare, scuola, libri e premi Nobel

  1. bello sentirti dire che hai ripreso il ritmo con la classe. Vedrai che andrà sempre meglio e io te lo auguro. Per le riunioni, anch’io la pensavo come te, si dicono sempre le stesse cose.
    Buon inizio settimana 🙂

  2. Sono stati due anni durissimi per chi è stato fin troppo ligio, talvolta oltre le misure restrittive ufficiali. Per me, sono stati due anni ancora più duri perché nel frattempo ero anche senza permessi (lavoro nuovo) e le ferie consumate durante il lockdown nazionale. Adesso che sto cambiando impiego (ma riavrò finalmente i miei permessi), sto sentendo la fatica accumulata e come te, piano piano, mi riprendo i miei spazi. Sì, in Italia siamo affetti da “riunite acuta” e la maggioranza sono riunioni inutili, dove si ciancia molto e non si decide nulla, talvolta perché nessuno vuole prendersi responsabilità delle decisioni.
    Felice che abbia trovato anche tu in Alexander McCall Smith una coccola! Sandra mi ha fatto notare cosa in questi romanzi funzioni così bene, oltre allo stile dell’autore: c’è la garanzia che le cose tornano al loro posto, i buoni sono premiati e i cattivi puniti, è consolatorio in qualche modo. Tra l’altro ho appena scoperto che di Precious Ramotswe, la detective numero 1 in Botswana, c’è una serie televisiva prodotta da Sidney Pollack, BBC ed HBO. Ovviamente mai arrivata in Italia…
    Ne trovi qualche puntata su YouTube, con dei sottotitoli automatici in inglese:

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