Femminicidi e l’importanza di sapersi difendere

Mi convinco ogni giorno che passa che noi donne, più deboli fisicamente degli uomini, possiamo essere sempre in balia di un uomo. Dobbiamo investire tempo e denaro in tecniche di autodifesa per essere più sicure nelle discussioni con mariti, compagni, imbianchini , parcheggiatori, corteggiatori, per avere maggiore sicurezza quando rientriamo a casa la sera.

Il cambiamento culturale è necessario. L’educazione al rispetto è essenziale, ma ora sarebbe utile far capire a qualcuno che, quando è necessario, qualche colpo ben dato lo sappiamo rifilare pure noi.

Sono sicura che molte donne sarebbero ancora vive se avessero potuto difendersi adeguatamente.

10 pensieri su “Femminicidi e l’importanza di sapersi difendere

  1. Nei due femminicidi della mia regione, il caso di Noventa Vicentina e di Vicenza, sono state usate armi da fuoco e la difesa personale non avrebbe proprio potuto salvare le vittime. Se è vero che comunque un corso di autodifesa può sempre far comodo, non si sa mai, per conto mio il sistema fa acqua su altri fronti, primo tra tutti quello culturale. A Noventa Vicentina vedo una giovane ragazza di colore che si sposa con un uomo di 30 anni più vecchio, già condannato per violenze contro la ex moglie, disoccupato, descritto come prepotente. Non poteva detenere armi, eppure è riuscito a procurarsene una. Chi avrebbe dovuto vigilare? Andava fatto sicuramente qualcosa di più.
    A Vicenza vedo invece una guardia giurata che spara in faccia ad un’amica, non è dato sapere perché. Lui voleva una relazione e lei no? Lei era felicemente sposata, dicono, e forse (tutte supposizioni) l’assassino non ha incassato il rifiuto. E questo mi fa pensare all’incapacità di gestire i sentimenti da parte di alcuni uomini, qui servirebbe un bel corso. Ma soprattutto, dato che non è la prima volta che leggo di guardie giurate che usano le armi in modo improprio, mi chiedo perché non sono sottoposte a controllo psicologico continuo. Oppure, se c’è, perché funziona così male.
    Alla fine concordo con maxilpoeta: è la mentalità da cambiare. Una donna non è un oggetto che si possiede, una donna non può essere forzata nei sentimenti, e se non ti vuole, lasciala andare. Ce ne sono tante altre là fuori. (Certo che se non ne trovi nessuna, chiediti anche perché…)

    • Che il sistema sia da cambiare è una sacrosanta verità. Come dici tu non in tutti i casi l’autodifesa è risolutiva.
      Una domanda mi pongo: ma che razza di uomini si sta educando?
      Possibile che siamo a questo punto? La situazione è grave, e non se ne può più.

  2. Non c’è solo violenza fisica dietro questi femminicidi, c’è soprattutto violenza psicologica, perpetrata per anni e anni fino a distruggerle psicologicamente, fino a fare credere loro di non valere niente, per quello non si difendono, per quello alcune pensano di meritarsi ciò che succede loro

  3. è la mentalità che andrebbe cambiata, l’uomo dovrebbe avere rispetto per la donna, anche se ha idee diverse dalle sue. Te lo dico da uomo, io non avrei mai fatto nulla alle ex con le quali sono uscito, se le cose non andavano semplicemente ognuno andava per la sua strada, con rispetto e armonia, non ho mai avuto recriminazioni di nessun tipo, anzi ero felice per loro se andavano a stare meglio. Se tutti la pensassero così il problema sarebbe già risolto alla radice…😊😉👍

  4. Certo, un corso di autodifesa ci sta. Comunque quando sul discorso dei femminicidi si delega la responsabilità al corso di autodifesa, a me puzza di dare la colpa alla vittima. Non credo tu stia facendo questo, ma certi messaggi televisivi mi trasmettono questo.

    • Vedo la capacità di difendersi adeguatamente come un modo per riuscire a vivere più serenamente. Ti sembra che proibire all’aguzzino di avvicinarsi sia il modo adeguato per proteggere la vittima?
      Leggendo le cronache dei delitti dei giorni scorsi, secondo me almeno una si sarebbe salvata.

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