Giorni di maggio

È passato un mese dall’ultimo post in cui raccontavo che con sgomento la Sardegna entrava per la prima volta in zona rossa. Ora siamo in arancione e la settimana prossima saremo finalmente in giallo. Giallo vuol dire che possiamo uscire liberamente fuori dal comune di residenza. Tantissimi miei conoscenti se ne fregano altamente, e postano nei social le foto delle loro scampagnate. Non solo, mi incitano personalmente a trasgredire le regole: sei scema a stare a casa, tanto non ci sono controlli!

All’inizio mi arrabbiavo, ma poi ho deciso di non badare a quello che facevano e dicevano gli altri. Pur esausta ho raddoppiato le attenzioni e ho continuato a seguire le regole. Credo che la maggior parte delle persone faccia come me, infatti i contagi e i ricoveri sono calati, così pure la mortalità dovuta al virus. Anche se nel mio paese purtroppo proprio due giorni fa è morta una nonnina e il numero dei contagi è risalito. È finita in quarantena anche una classe delle scuole medie: una ragazzina del cluster della nonnina era risultata positiva. Ora la ragazzina è ancora positiva, ma i prof e i suoi compagni sono tornati a scuola: le misure anti covid 19 della scuola sono state rispettate e il contagio è rimasto circoscritto alla famiglia della ragazzina. Non potrebbe essere altrimenti visto che le regole stabilite vengono fatte rispettare inflessibilmente dal responsabile covid, che ogni tanto ci tira le orecchie, sia verbalmente che con circolari e richiami. A lungo andare, infatti, allentiamo la presa, anche senza volere. Sgarra oggi sgarra domani e il richiamo arriva inesorabilmente.

Fra un mese esatto finirà quest’anno scolastico faticoso e pieno di novità, che ci saremmo risparmiate e procrastinato a tempi migliori. Mancano meno di cinque settimane, circa una ventina di giorni effettivi di lezione. Lo so con precisione perché ad un certo punto non ne potevo più e, subito dopo le brevissime vacanze pasquali, ho cominciato a fare il conto alla rovescia. Mi dava pace essere consapevole che ogni giorno era un giorno in meno.
Essere responsabile ogni secondo della tua sicurezza e della sicurezza degli alunni è veramente stancante. Alcuni giorni ho sei ore frontali, tra cui la merenda e la mensa, che dovrebbero essere momenti conviviali, spensierati, ma che sono quelli di maggior pericolo perché siamo tutti privi di mascherina e bisogna vigilare con più attenzione.

La nostra scuola primaria non attiverà i corsi estivi proposti dal Ministero: abbiamo bisogno di riposare e recuperare le forze per il prossimo anno, che sarà impegnativo come questo.
Anche se le vaccinazioni saranno completate, abbiamo capito che il virus continuerà a circolare, seppur con meno intensità e letalità continuerà a far danni. Aggiorneremo i protocolli e continueremo a fare il nostro lavoro, ma per recuperare la serenità e la libertà di due anni fa dovremo aspettare ancora un bel po’.

Non so quando avrò il coraggio di fare un bel viaggio all’estero, in una bella città europea, come quello che facemmo a Barcellona nel 2019. Non mi metto limiti, ma per ora mi sembra alquanto azzardato.
Durante la settimana di zona rossa stufa di seguire i bollettini ho cominciato a seguire tanti profili di Instagram su Barcellona. Mi dava pace vedere luoghi che avevo visitato e amato: che bello vedere che la vita continuava anche lì! Anche se con le mascherine, il distanziamento e il gel per le mani. Mi incanto a seguire il procedere dei lavori per il completamento della Torre di Maria della Sagrada Famiglia.

Lasciando Barcellona, ho promesso a Gaudì che ci sarei tornata almeno dopo il 2026, anno di completamento dei lavori. Non so se ce la faranno. Ma nel 2026, fra cinque anni il virus sarà scomparso?

17 pensieri su “Giorni di maggio

  1. ciao
    io non so se tra 5 anni sarà scomparso il virus …
    io penso che noi della nostra generazione abbiamo troppa paura , sì, é vero, molti decessi, ma prendere il coraggio di andare aveti nella vita sociale con mascherine e gel e distanze sarebbe meglio che rintanarsi in casa in zona rossa.
    Penso che un giorno finirà, NON il virus, ma le generazioni future, quelle che adesso sono composte da bambini di scuola elemenare medie e superiore, nel futuro sapranno vivere socialmente con le dovute precauzioni perché (tranne alcuni casi) stanno imparando già da adesso a vivere la situazione grave con curiosità e senza le ipoconddrie e le idiosincrasie degli adulti.
    Mie idee … discutibili ovviamente.
    ciao e fgrazie

  2. Speranza ti capisco, ma credo che il tuo atteggiamento sia il migliore e quello corretto. Io ho speranza: potrebbero essere gli ultimi sforzi e allora perché vanificati con comportamenti a rischio? E sono molto arrabbiata con chi si comporta in modo irresponsabile, dopo tutti i sacrifici che abbiamo fatto, rischiando di mandare in malora tutto e di dover allungare i tempi. Vedendo le altre nazioni che con i vaccini stanno tornando a vivere, confido che anche per noi sarà cosi, anche a costo di dover ripetere la vaccinazione periodicamente. Anch’io non vedo l’ora di poter prendere un arreo e andare all’estero, ma per ora ancora non me la sento neanche di pianificare, troppo rischioso, almeno fintanto che non sarò vaccinata.. a me è saltato proprio un viaggio a Barcellona a maggio 2020 con questa pandemia. Coraggio che tra un po’ si potrà ritornare a sognare!

  3. È davvero stressante questa situazione tra passaggi di colore e persone che se ne infischiano altamente così che poi chi segue invece le regole le deve rispettare il doppio! Però con i vaccini tutto sarà superato ne sono sicura e guardo, per la prima volta, il futuro con un po’meno angoscia…

  4. io spero tanto che da settembre prossimo di virus covid non se ne parli proprio più… Spero che tutto questo finisca.. così magari un giorno potrò venire anche in vacanza in Sardegna 🙂

    • Che a settembre non si parli più di virus sarebbe veramente fantastico. Dubito però che possa succedere, però confido molto che si torni quasi alla normalità.

  5. Mi è spiaciuto molto veder passare la Sardegna da zona bianca a zona rossa, perché vederla bianca era un segnale positivo anche per noi dell’entroterra. E invece è un attimo. Forse era meglio lasciarla gialla, temo infatti che l’idea del bianco per molti sia stato “è tutto finito” quando invece le precauzioni non andavano comunque abbandonate. Anche qui comunque ci sono furbetti di vario livello, interpretazioni del tutto personali sui provvedimenti e l’uso indiscriminato delle “ragioni di lavoro” pur di muoversi. Non ho mai visto tanta voglia di andare in trasferta lavorativa… Io attendo la mezzanotte di domenica sera per vedere se sarò un fortunato over 40 con il golden ticket per il vaccino, finalmente.

  6. Pensa che tu fra 5 settimane hai finito di lavorare e ti godrai lunghe (e meritate) vacanze, mentre molti altri adulti continueranno a lavorare fino alle sognate 15 settimane di ferie o meno. Insomma, vedi il lato positivo!

    • Le attività degli insegnanti proseguono per tutto giugno, ma aver terminato con le attività didattiche e l’ansia di dover far rispettare le regole anticovid è già tantissimo.
      La coda è la parte più difficile da spellare, ma come sempre l’operazione sarà completata. Ormai ci siamo.

  7. sì, ormai tra 5 anni sarà solo un ricordo, io penso che già il prossimo anno tornerà la vita normale di sempre, sono molto ottimista io 😊 qua siamo gialli dal 26 dello scorso mese, e sembra che la vita sia quella di sempre, a parte le mascherine, che non tutti portano fra l’altro….

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