Il secondo giorno di scuola: dopo la ricreazione finalmente si scrive!

Piangiamo un po’ ma passa subito

Se il primo giorno di scuola era prevista un’ora di accoglienza, il secondo giorno per i bambini di prima c’erano tre ore di lezione. Questa volta i genitori sono rimasti fuori dal cancello, alcuni bambini erano spaventati: una bambina piangeva aggrappata alle gambe della mamma, un altro cercava di non farsi vedere dalle maestre. Che tenerezza!

Mentre una collega li accompagnava dentro e faceva igienizzare le mani, io sono rimasta a recuperare le pecorelle smarrite. Li ho presi per mano ancora in lacrime, ma attraversando il cortile queste erano quasi sparite. Si dovevano abituare al distacco.

All’entrata del caseggiato, come i bambini, mi sono igienizzata le mani con il gel. Quante volte durante la mattinata ripeto questo gesto? Circa 10-12 volte. Senza contare le volte che ho necessità di lavare le mani con il sapone!

Ma vuoi mettere la felicità di stare con gli amici?

Comunque, in classe tutti erano sorridenti e durante i primi minuti dell’accoglienza raccontavano la felicità di essere a scuola e di stare con gli amici. Non volevano mica tornare alla scuola dell’infanzia, d’altronde nei giorni precedenti avevano salutato le maestre. Addio maestre, care maestre, ma noi ora siamo grandi e dobbiamo imparare a scrivere.

In un battibaleno è arrivata l’ora della ricreazione. Che cosa è la ricreazione? Incredibilmente, c’erano bambini che non sapevano che cosa fosse la ricreazione, o l’intervallo. Il terzo giorno nessuno ha chiesto, l’avevano imparato subito.

Come organizziamo la ricreazione

Per prepararsi alla merenda, i bambini prima di uscire dall’aula si igienizzano le mani, vanno in bagno uno alla volta, un maschio e una femmina. Per evitare qualsiasi assembramento, va una sola classe. Quando la classe ha finito si avvisa la seconda classe e poi la terza. Le altre vanno in altri bagni. Ogni bagno serve tre classi. Noi iniziamo 20 minuti prima che suoni la campana per permettere alle altre classi di non fare merenda troppo tardi.

Quando tutti hanno mangiato, andiamo in cortile e stiamo un po’ fuori. Ogni classe ha il suo spazio. I bambini giocano tenendo la mascherina, non permettiamo loro di avvicinarsi, ma hanno già trovato delle strategie per giocare senza toccarsi o abbracciarsi. Qualcuno si dimentica e viene ripreso, ma anche rassicurato che non è successo nulla. Bisogna stare attenti e ricordarsi le regole.

Oggi si scrive?

Quando si torna in classe, ci si igienizza nuovamente le mani. Il secondo giorno, qualcuno ha chiesto: ma non si scrive neanche oggi?

Così ho scritto la data alla lavagna in stampato maiuscolo e loro l’hanno ricopiata. Detto così sembra una cosa banale, ma nei primi giorni non è facile azzeccare il quadretto giusto e ricopiare tutte le lettere. Qualcuno ha fatto subito tutto bene e qualche altro ha avuto bisogno di aiuto.

Gli occhi di tutti brillavano dalla felicità di aver fatto qualcosa da grandi. Di riflesso mi sono emozionata percependo la loro emozione. È stato un momento bellissimo. Non ricordavo quanto potessero brillare gli occhi di un bambino che è felice per aver compiuto una cosa per la prima volta.

Foto di klimkin da Pixabay

5 commenti

  1. E’ come se quest’anno si moltiplicassero le emozioni per le cose ‘normali’. In fondo, quest’anno difficilissimo ci sta facendo capire come possiamo vivere ogni cosa più intensamente.

  2. Come insegnante, vivo le stesse situazioni pensando a come garantire non solo lo svolgimento delle lezioni ma anche la creazione e formazione di relazioni d’amicizia tra i ragazzi.
    Maria Domenica

  3. Devo dire che anche alla scuola dei mie figli era così tanta la voglia di rivedersi finalmente con i compagni che nessuno ha sentito più di tanto come una costrizione le nuove regole. Speriamo solo che si possa continuare…dita incrociate!

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