Scena di un crimine: maestra con il metro e il nastro in mano

Nastro da segnalazione

Tanto tuonò che piovve. Ormai ero bella che rassegnata alla nuova situazione: collega svaporata, tempo pieno, classe numerosa con un bambino in situazione di handicap . Quando ormai pensavo solo ad incalzare preside, comune, operai elettricisti, affinché rendessero agibile l’aula, un pomeriggio, mentre finivo di sistemare la cucina e già pensavo alla pennichella, squilla il telefono. Il preside. IL PRESIDE? A quest’ora? Oddio, che sarà successo ancora? Mentre pensavo ad una catastrofe, le mie incredule orecchie ascoltavano la bella notizia che alcuni bambini erano stati trasferiti, volontariamente dai genitori, in una classe del tempo normale! Evviva!

Due bambini in meno in una classe vogliono dire tante cose. Ci permettono di stare nella classe assegnata in precedenza, non si devono staccare lavagne, non si deve aspettare il cablaggio per la lavagna interattiva e soprattutto i bambini possono essere assistiti in maniera adeguata quando vanno in bagno. Due bambini in meno in una classe fanno la differenza, in questo caso in positivo.

Con spirito rinnovato e tanta allegria, armata di metro e nastro adesivo da segnalazione, ho segnato il posto della cattedra, dei banchi e dell’unico armadio superstite, infatti le altre scaffalature sono negli anditi. Nella nostra aula dovremmo starci bene.

Ho però già notato una bella macchia di umidità nel soffitto. Ho subito avvisato verbalmente i collaboratori, ma credo che anche lì ci vorrà qualche magia. Ho pure fatto le foto e la mail è già in canna. Giusto per non perdere tempo.

Ieri abbiamo consegnato le chiavi dell’armadio e della cassetta a muro del pc; essendo la nostra scuola sede di seggio elettorale, abbiamo dovuto liberare l’aula dei pochi strumenti utilizzabili in quest’anno scolastico.

Mentre abbandonavo l’aula, mi sono girata e vedendo il nastro di segnalazione mi è balenato un pensiero, dovuto forse alla visione di centinaia di episodi di CS e similari, ma siamo a una scuola o una scena di un crimine?

Siamo a scuola, fortunatamente siamo a scuola. La settimana prossima accogliamo i bambini e io non vedo l’ora.

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