Diario di Viaggio a Barcellona: settimo giorno: l’indimenticabile visita alla Sagrada Familia

E finalmente è arrivato il giorno della visita dell’interno della Sagrada Familia. Come detto qui quest’anno saremmo voluti entrare come pellegrini o al massimo entrare con un biglietto semplice. Purtroppo abbiamo perso la Messa internazionale della domenica perché siamo arrivati tardi, inoltre tutti i biglietti semplici erano stati venduti fino a quattro giorni dopo il nostro rientro in Sardegna. Andare a Barcellona e tornare a casa senza essere entrati nella Sagrada Familia est cumenti andai a mari e non agatai s’acua è come andare al mare e non trovare l’acqua – per cui pur di non rientrare in Sardegna con la grossa delusione di essere rimasti fuori, spendendo il doppio, abbiamo prenotato la visita con la guida in italiano. Comunque non ci siamo affatto pentiti della scelta, visto che, ovviamente, non ricordavamo tutte le spiegazioni sentite cinque anni fa, qui il post.

La visita inizia con l’illustrazione delle facciate esterne e delle torri. Ero ero stupefatta: ma che mente geniale poteva avere Gaudì per aver pensato di realizzare tutto questo? Ogni particolare, ogni pietra non è messa lì a caso ha il suo significato. La Sagrada Familia è il riassunto della Bibbia! E che riassunto, non un bignamino qualsiasi.

Lo stupore dei visitatori all'interno della Sagrada Famiglia
Lo stupore dei visitatori all’interno della Sagrada Famiglia

Se l’esterno è incredibile, l’interno della Sagrada Familia è sbalorditivo e magnifico. Comprendi che il Cuore di tutta l’opera è lì dentro. Subito si è immersi dalla luce e dai colori. Si rimane senza fiato: è come di essere circondati e avvolti dalla Gloria di Dio. Bellissimo.

Parte interna della Facciata della Gloria di Dio della Sagrada Familia
Parte interna della Facciata della Gloria di Dio della Sagrada Familia

Così come aveva progettato Gaudí, l’interno del Tempio rievoca un bosco naturale, la disposizione e la forma delle colonne rappresentano i tronchi degli alberi con i loro rami, la luce che si infiltra tra le colonne dà la sensazione di essere proprio dentro un bosco.

Vetrate colorate della Sagrada Famiglia Lato Natività
Vetrate colorate della Sagrada Famiglia

Volta della Sagrada Familia
Volta della Sagrada Familia

Alla fine della visita guidata siamo potuti stare dentro e continuare il giro per conto nostro. Mentre cinque anni fa la zona destinata alla preghiera era dietro l’altare, ora la zona della preghiera è nella navata principale, infatti davanti all’altare ci sono i banchi per la S.Messa o per la preghiera. L’accesso in questa zona è aperto a tutti, ma non ci può voltare indietro, infatti delle cortesi signorine col sorriso riportavano tutti all’ordine. Devo dire che molte persone erano inginocchiate e pregavano. Noici siamo seduti nei banchi nelle nostre preghiere abbiamo ricordato tutte le famiglie dei parenti, amici e conoscenti. Io ho pregato anche per le famiglie dei mie alunni e le lettrici e i lettori di questo blog.

Altare della Sagrada Familia
Altare della Sagrada Familia

La Cripta vista dall'interno della Sagrada Familia
La Cripta vista dall’interno della Sagrada Familia
Vetrate e colonne della Sagrada Familia
Vetrate e colonne della Sagrada Familia
Sagrada Famiglia la meravigliosa luce che arriva dalle vetrate lato della Natività

Quando sono iniziati i lavori della Sagrada Famiglia? Quando finiscono?

Tutti la chiamiamo Sagrada Familia, ma il suo titolo per esteso è Temple Expiatori de la Sagrada Família (Tempio Espiatorio della Sacra Samiglia)

Sembra scontato ribadirlo , ma non tutti sanno che il tempio della Sagrada Familia è un’opera con il lavori ancora in corso. Non dimenticherò facilmente la faccia di una ragazza italiana, che nel pullman che ci portava dall’aeroporto a Barcellona, alla vista delle gru ha esclamato esterrefatta: Non l’hanno ancora finita?

No, non è ancora terminata, la conclusione dei lavori esterni è previsto per il 2026, centenario della morte di Gaudì. Entro quella data ci sarà il completamento della terza facciata dedicata alla Gloria di Gesù risorto, che è rimasta tale e quale a cinque anni fa, mentre le facciate della Natività e della Passione si possono dire concluse. In realtà i lavori non finiranno mai, ci sarà sempre qualcosa che avrà bisogno di manutenzione.

Ora si sta lavorando alacremente alle torri: quella più alta che è dedicata a Gesù, sarà alta 172 metri, mentre quella dedicata a Maria, Madre di Dio, dovrebbe essere attorno ai 150 metri. Le 18 torri degli apostoli e degli evangelisti hanno un’altezza di 115 metri.

Il fascino della costruzione della Sagrada Famiglia

Sono talmente affascinata dalla costruzione di questa chiesa che mi sono trasformata in un moderno umarell, sono diventata come quei pensionati che seguono i lavori dei cantieri. Siccome non posso piazzarmi lì davanti, seguo il procedere dei lavori su Istangram e YouTube. Ah, che soddisfazione vedere come ogni giorno ci siano dei grossi cambiamenti! Credo che la data del 2026 sarà rispettata. Ho già in mente di tornare a Barcellona per vederla terminata, oh, se capita anche prima!

La storia della Sagrada Famiglia: quando e perché iniziarono i lavori

I lavori della Sagrada Famiglia iniziarono il 19 Marzo del 1882 per volontà dell’Associazione Spirituale dei devoti di San José – San Giuseppe – che assegnò l’incarico della sua costruzione a Francisco de Paula del Villar y Lozano. Ma, subito i rapporti tra l’Associazione e l’architetto si ruppero cosicchè il progetto venne dato all’architetto Antoni Gaudí.

Gaudì progetta una nuova chiesa

Essendo un tempio espiatorio, la Sagrada Famiglia sin dalle origini è stata finanziata interamente da donazioni private. Fu proprio grazie a una lauta offerta di denaro, pervenuta nel 1889 al termine dei lavori di costruzione della cripta, che Gaudí abbandonò del tutto l’iniziale progetto di stile neogotico. Voleva sperimentare con qualcosa di nuovo e mai visto prima: una chiesa a croce latina di grandi dimensioni e altissime torri che si deve vedere da ogni punto della città, e come detto in precedenza, impregnata di  simboli cattolici e naturalistici. Ecco perché sembra di entrare in un bosco luminoso.

Una delle più famose frasi dell’architetto è: “nulla è arte se non proviene dalla natura”. Non essendo architetto o geometra, come ho già detto la cosa che entrando mi ha colpito di più è la meravigliosa luce che arriva dalle vetrate di mille colori.

Sagrada Familia: meravigliosa luce che arriva dalle vetrate

La tragica morte dell’architetto Gaudì

Gaudì dedicò alla Sagrada Familia 42 anni della sua vita, di cui 12 in via esclusiva. Pensate che nell’ultimo periodo dormiva lì, per non allontanarsi dal lavoro. Non voleva sprecare tempo, quasi presagendo che non avrebbe avuto molto tempo per elaborare le sue idee.

Si allontanava solo per andare tutti i giorni alla messa nella chiesa di San Filippo Neri. La sera del 7 giugno 1926 Gaudí, mentre andava a pregare, fu travolto da un tram e lasciato tramortito sul selciato. Nessuno lo riconobbe, in quanto il suo abbigliamento era piuttosto trasandato. Addirittura, alcuni tassisti si rifiutarono di condurlo in un ospedale, scambiandolo per un povero uomo. Alcuni passanti lo trasportarono l’ospedale di Santa Creu, dove ricoverato nel reparto dei poveri. Venne identificato da alcuni amici, che resisi conto della mancanza di Gaudì andarono a cercarlo. Morì dopo tre giorni di atroci sofferenze.

Il rallentamento e ripresa dei dei lavori

Purtroppo dall’anno della morte di Gaudí, i lavori continuarono a singhiozzo a causa dalla Guerra Civile, che provocò anche un incendio andarono perduti anche gran parte dei disegni originali del progetto.

Con le Olimpiadi di Barcellona nel 1982 si trovarono nuovi finanziamenti e lavori ripresero con nuovo e crescente entusiasmo. Questo a dimostrazione che i grandi eventi, se ben condotti, sono occasioni di sviluppo economico, sociale e turistico.

Nel 2010 Papa Benedetto XVI consacrò la chiesa e le diede il titolo di basilica minore, per quell’occasione si terminaroto i grandi lavori della parte interna. Dal 2015 si celebra la messa nelle grandi occasioni liturgiche e ogni domenica alle h.9.00.

Mi fermo qua perché sulla Sagrada Familia potrei scrivere all’infinito. Dico solo che sono felice di essere entrata e di aver pregato lì dentro. Farò di tutto per tornarci e partecipare alla S.Messa.

Quindi non è un addio, ma è un ARRIVEDERCI BARCELLONA.

Sagrada Familia_Luglio 2019
Sagrada Famiglia _ Luglio 2019
Sagrada Famiglia: Facciata della Natività
Sagrada Famiglia: Facciata della Natività
Sagrada Familia: Facciata della Passione
Sagrada Familia: Facciata della Passione
Sagrada Familia: Facciata della Passione: Il bacio di Giuda
Sagrada Familia: Facciata della Passione: Il bacio di Giuda
Sagrada Familia: Facciata della Passione: La flagellazione di Cristo
Sagrada Familia: Facciata della Passione: La flagellazione di Cristo

Di questo viaggio ne ho parlato

 qui_1 Pensieri di luglio

 qui_2, Diario di Viaggio Barcellona: L’organizzazione

qui_3 Diario di Viaggio Barcellona: primo e secondo giorno. Il viaggio, L’Aquarium e l’insalata a Placa Catalunya

qui_4 Diario di Viaggio Barcellona: terzo e quarto giorno. Il Castello del Montjuic, Mirò, La Messa alla Sagrada Familia e la scorpacciata di Pesce.

qui_5 Diario di Viaggio Barcellona: quinto e sesto giorno. La Pedrera, Casa Vincens, MACBA, Picasso, la Cattedrale e la Paella.

qui_6 Diario di viaggio Barcellona: settimo giorno. L’indimenticabile visita alla Sagrada Familia

12 commenti

  1. Non conoscevo la storia della tragica morte di Gaudì, quindi ti ringrazio per averla raccontata in questo post che non può non fare venire voglia di visitare la Sagrada Familia. E grazie di cuore per le preghiere, un gesto che apprezzo davvero molto. Ti abbraccio.
    ps. avete fatto molto bene a fare la visita guidata, spesso danno qualcosa in più e comunque tornare a casa senza averla visitata no no no!

    • Per me sta diventando un magnifico luogo di preghiera, ed in effetti era quello che voleva Gaudì: l’opera nei suoi intendimenti deve avvicinare a Dio, non farlo dimenticare. Ho visto tante persone pregare incuranti degli altri e modestamente l’ho provato anche io. Sandra, dovete andarci!

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