Diario di viaggio: Barcellona: quinto e sesto giorno: La Pedrera, Casa Vincens, MACBA, Picasso, Cattedrale e Paella

Quinto giorno

La Pedrera

Azotea: Tetto della Pedrera

Dedichiamo la mattinata del quinto giorno a due case progettate da Gaudì, La prima casa che visitiamo, è l’ultimo progetto civile di Gaudì, gli ultimi anni infatti li dedicò esclusivamente alla Sagrada Famiglia. La Casa Milà, detta anche La Pedrera si trova nel Passeig de Gracia, una delle più distinte e lussuose strade di Barcellona. Arriviamo alla casa, che poi è un palazzo, e ci mettiamo subito in fila, ma la nostra prenotazione era per la mezzora successiva, ne approfittiamo per fare una passeggiata nel quartiere dell’Eixample e ammiriamo l’architettura e lo stile dei palazzi. Notiamo come la zona sia meno caotica di quella della Rambla. Studiamo anche l’originale facciata della Pedrera, visto che cinque anni fa il ponteggio copriva la facciata e non era possibile visitarla.

Ma perché ha due nomi? Casa Milà o La Pedrera? Il nome ufficiale è Casa Milà, dal cognome del proprietario della casa che agli inizi del 1900 commissionò l’opera, ma da subito venne comunemente chiamata Pedrera, “cava” di pietre. Veniva definita così, soprattutto in senso dispregiativo. Per molti anni il marciapiede era stato in trasformato in un cantiere pieno di pietre! Immagino la gioia dei vicini e le parolacce che saranno volate contro Gaudì! In effetti l’opera non era ben vista: sia i colleghi che il Comune criticarono e osteggiato Gaudì: non solo rompeva i timpani con i rumori, bensì rompeva anche tutte le regole architettoniche conosciute fino a quel momento. Solo la cocciutaggine dell’industriale Milà, che era rimasto colpito dal restauro della Casa Batllò, permise all’architetto Gaudì di terminare il palazzo e di creare qualcosa di strabiliante che lascia senza fiato sin dall’ingresso.

Sagrada Familia dal tetto della Pedrera

All’entrata ci è stata consegnata l’audioguida, mentre camminiamo, oltre alla voce narrante, si sentono anche i suoni della natura: il vento, il fuoco, l’acqua, quelli Gaudì ha voluto rappresentare nella sua opera. Che dire? La visita è durata circa un’ora e mezza: novanta minuti di bellezza, di stupore e di ammirazione, ma soprattutto gratitudine nei confronti di tutti quelli che hanno reso possibile la realizzazione dei progetti dell’Architetto.

Sala da pranzo e stireria di Casa Milà

CASA VINCENS

Dopo un robusto break, è noto che stare a contatto con l’arte stimola l’appetito, sotto una leggera pioggerella, ci rechiamo a Casa Vincens, credendo di vederla solo dall’esterno. Questa volta non avevamo la prenotazione, invece siamo stati fortunati e siamo riusciti ad entrare.

Già all’esterno risulta una una costruzione fiabesca, che fa immaginare il folle genio di Gaudì. La facciata è piena di richiami ad elementi naturali, bellissime le piastrelle con i garofani. Dell’interno mi sono piaciuti gli spazi che davano al giardino e che garantivano la frescura nelle torridi estati spagnole. Mi piacerebbe avere una casa con quegli spazi, che danno direttamente al giardino, anche se fosse meno decorata andrebbe bene. Lo so, mi accontento con poco.

La pioggia ha creato una cappa di caldo sulla città, per cui andiamo al Corte Inglés per le nostre ormai abituali insalate.

MACBA: MUSEO DI ARTE CONTEMPOARANEA DI BARCELLONA

La serata è dedicata alla visita al MACBA: Museo di Arte Contemporanea di Barcellona nel quale abbiamo potuto ammirare opere di arte visiva appartenenti a svariati ambiti tecnici: tele, fotografie, filmati, composizioni. Una serata non è stata sufficiente per visitarlo tutto, praticamente gli inservienti ci hanno accompagnato all’uscita perché non riuscivamo ad andare via.

Chiudiamo la serata con una buonissima paella nel ristorante Les Quinze, già collaudato cinque anni fa.

Sesto Giorno

La Cattedrale di Barcellona

La Cattedrale di Barcellona, che è sede del vescovado, è gerarchicamente la chiesa più importante della diocesi e della città e si trova nel quartiere gotico. Il nome completo è Cattedrale della Santa Croce e Santa Eulalia, una santa a me familiare visto che a Cagliari c’è una chiesa intitolata alla santa. Per accedere alla Cattedrale occorre essere vestiti in maniera decorosa, non sono ammesse canottiere e shorts, valido per uomini e donne. Nel caso servisse gli inservienti che controllano l’accesso alla chiesa, forniscono dei foulard o parei.

La visita è gratuita, se si vuole si paga l’audio guida, che è consigliabile perché aiuta a districarsi tra i simboli religiosi e immagini sacre. All’interno della chiesa sono conservate qualcosa come 140 statue di santi! Una cosa che mi ha sempre colpito delle chiese spagnole è che gli altari sono chiusi a chiave con dei cancelli. Un obbrobrio dal punto di vista archittetonico, ma soprattutto un’oscenità teologica e spirituale: Dio, in Cristo, è diventato uomo per avvicinarsi all’umanità non per essere chiuso dietro un cancello di una chiesa!

Non ci siamo fatti sfuggire la visita alla Terrazza della Cattedrale alla quale si accede con l’ascensore pagando il biglietto di 3€. Ne vale la pena: si ha una bellissima visuale della città e si può ammirare il campanile da vicino.

Un’altra particolarità che mi è rimasta impressa è che nel giardino del chiostro della Cattedrale vivono 13 oche, simbolo degli anni di vita di Sant’Eulalia.

Il museo Picasso

Nonostante sia quasi ora di pranzo decidiamo di visitare il Museo Picasso, con la Barcellona Card saltiamo la fila e non paghiamo. All’inizio della visita ero quasi paralizzata dall’emozione: Picasso! Vedere da vicino le sue opere! In questo museo sono conservate qualcosa come quattromila opere del periodo giovanile. Quando risiedette a Barcellona, Picasso attraversò dei periodi di crisi finanziaria e gli capitò di non avere soldi per comprare tele e colori, per cui ne usava pochi, da qui ad esempioil periodo blu. Sempre per risparmiare, tante tele sono utilizzate utilizzò per più opere, spesso grossolanamente sovrapposte.

Mi hanno colpito le tante copie di opere di Velazquez; guardandole non diresti mai che sono copie dei quadri del famoso pittore che visse 300 anni prima di lui, perché hanno il suo tocco personalissimo.

Nel museo inoltre c’è  la stanza dei piccioni, che a quanto pare Picasso dipingeva perché la sua terrazza in California ne era infestata.

Stranamente a dirsi, durante questa visita non ho scattato neanche una foto! La visita è durata un’ora e mezza circa e ci spariamo due panini super. Visto che la mattinata è stata impegnativa dedichiamo la serata allo shopping dei centri commerciali che danno sulla Placa Catalunya. Concludiamo la serata al Ranch Smokehouse.

Di questo viaggio ne ho parlato 

 qui_1 Pensieri di luglio

 qui_2, Diario di Viaggio Barcellona: L’organizzazione

qui_3 Diario di Viaggio Barcellona: primo e secondo giorno. Il viaggio, L’Aquarium e l’insalata a Placa Catalunya

qui_4 Diario di Viaggio Barcellona: terzo e quarto giorno. Il Castello del Montjuic, Mirò, La Messa alla Sagrada Familia e la scorpacciata di Pesce.

qui_5 Diario di Viaggio Barcellona: quinto e sesto giorno. La Pedrera, Casa Vincens, MACBA, Picasso, la Cattedrale e la Paella.

qui_6 Diario di viaggio Barcellona: settimo giorno. L’indimenticabile visita alla Sagrada Familia

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