Factfulness, il libro più bello dell’anno

L’anno scorso ho letto 31 libri. Per i miei standard sono pochi, di solito ne leggo circa 50. Nonostante questo calo, sono ancora una forte lettrice. I forti lettori sono quelli che leggono 12 libri all’anno, un libro al mese. Quindi sono ancora ben aldilà della media nazionale e sono ben felice di questo. Ma dovessi leggere solo 12 libri in un anno vi autorizzo ad allarmarvi!

L’anno scorso comunque ho letto tanti bei libri, che mi hanno fatto compagnia e regalato dei bei momenti, in uno degli anni più dolorosi della mia vita. Il libro che mi ha entusiasmato e riempito di gioia in assoluto e che a sprazzi rileggo ogni tanto è Factfulness di Hans Rosling.

Cosa vuol dire Factfulness

Un mio contatto in Facebook, non ricordo bene chi, un giorno scrisse un post con una sola parola factfulness, altri tre o quattro contatti commentarono con delle risposte sibilline. Mossa dalla curiosità, digitai la parola in un dizionario online e scoprii che factfulness in italiano significa pieno di fatti. La scoperta non mi diceva niente e non andai oltre. Dopo un po’ di tempo tra le proposte di letture, nel mio kindle comparve la copertina del libro in questione, avendo lettone poche righe, acquistai subito quello che considero il libro più bello che ho letto l’anno scorso.

Visione catastrofica del mondo

Il libro Factfulness, scritto in prima persona dall’autore medico e statistico, parla del mondo e di come lo interpretiamo. Quasi tutti noi abbiamo una visione catastrofica e sbagliata del mondo. Per dimostrare questa tesi l’autore all’inizio del libro ci sottopone ad un test di 13 domande sulla popolazione mondiale, sull’istruzione delle bambine, sull’aspettativa di vita, sugli animali in via d’estinzione e sul riscaldamento globale del pianeta. Volete ridere? Io che mi reputo di essere ben informata, ne ho azzeccate 3 su 13, meno di uno scimpanzé che tira ad indovinare!

Le risposte sbagliate mi hanno gettato un po’ nello sconforto, come era possibile? A quanto pare non sono stata l’unica, i miei stessi risultati li hanno ottenuti anche migliaia e migliaia di studiosi e scienziati, tutti disinformati quanto me. Alla fine del libro, rifacendo lo stesso test ho risposto bene a tutte le domande. Evviva! Non ho barato e non ho certo studiato a memoria i tanti dati statistici che avevo letto nel libro. Non posso neanche permettermelo, visto che ormai ho la memoria di una gallina in fuga.

Come ho fatto? Ho semplicemente capito il messaggio del libro di Hans Rosling: il mondo non sta andando a rotoli, anzi anno dopo anno, passo dopo passo il mondo migliora e nonostante le difficoltà l’umanità ha fatto progressi straordinari in tutti continenti, senza distinzione di etnia, razza o religione.

Il mondo non così brutto

Il mondo non è così drammatico come crediamo, o ci fanno credere. Non è buonismo o ottimismo a buon mercato, sono fatti concreti, factfulness, dati statistici dell’ONU e di altre organizzazioni mondiali. Sono dati pubblici, pubblicati e verificabili da chiunque, che mi hanno sbalordito. Come tanti, ad esempio pensavo che la popolazione mondiale si dividesse in due, da una parte i ricchi e da una parte i poveri. Beh, non è più così da tantissimo tempo. Abbiamo quattro livelli di reddito: nel livello 1 ci sono le persone in estrema povertà che vivono con 1 dollaro al giorno; nel livello 2 ci sono le persone che vivono con 4i dollari al giorno; nel livello 3 ci sono le persone che vivono con 16 dollari al giorno; nel livello 4 ci sono le persone che vivono con più di 64 dollari al giorno. La maggior parte della popolazione mondiale si trova a metà strada, tra il livello due e il livello tre: quello che ha l’acqua potabile in casa, ha un auto, ha il frigo, garantisce una buona istruzione ai propri figli.

Il buco dell’ozono si sta chiudendo

Solo vent’anni che non è più così. Vent’anni fa era il 1999. Quanti progressi fatti! Sotto i nostri occhi. Pochi li segnalano e quando succede la nostra attenzione è subito catturata delle notizie drammatiche quotidiane che ci travolgono e ci fanno cadere nel pessimismo assoluto. Animo! Il mondo è in progresso! Nonostante le difficoltà e i problemi l’uomo riesce sempre a trovare le soluzioni per riparare i danni che combina. Ricordate il buco dell’ozono? Era una problematica ambientale mondiale, molto sentita alcuni decenni fa. Il buco dell’ozono si sta richiudendo. Chi di noi ha letto questa notizia grandiosa? Grazie alle manifestazioni della gente che è scesa in piazza e nelle strade per chiedere alle grandi multinazionali di eliminare il gas dannosi all’ambiente, questo grande problema si sta risolvendo. Infatti, oggi i gas dei frigoriferi e delle bombolette a gas sono diversi e non procurano danni l’atmosfera. Chi lo sapeva? Nessuno!

Calo della mortalità infantile

Altro dato eccezionale: la mortalità infantile mondiale si ridotta tantissimo, è stata quasi abbattuta in pochi decenni, non solo nel mondo occidentale. Il problema non è stato risolto del tutto, ma ci sono stati stati grandi progressi. Chi ha letto o questa notizia eccezionale? Io no, da nessuna parte. E’ una notizia, che come altre, dovrebbe essere in prima pagina almeno una volta all’anno. Invece sappiamo bene che si preferiscono le notizie spaventose e tragiche.

Il progetto Dollar Street

Ho trovato questo libro così positivo che mi ha liberato dall’angoscia per il futuro del mondo. A metà libro ero così felice che avrei voluto abbracciare lo scrittore, ma poi ho scoperto che è morto per un tumore al pancreas prima che il libro venisse pubblicato. E’ stato infatti terminato dal figlio Ola Rosling e dalla nuora Anna Ronnlund, che già erano titolari di una società che si occupa di statistiche, a cui manco a dirlo ho dato un occhiata. Invito a farvi un giro lì anche voi. Troverete un lo strabiliante progetto Dollar Street, in cui sono state fotografate centinaia di famiglie nel mondo. Sono stati fotografate le condizioni in cui vivono nei 4 livelli economici: con 1 dollaro, 4 dollari, 16 dollari, 64 dollari al giorno. E’ sbalorditivo notare che, in tutte le latitudini, le condizioni di vita nei vari livelli siano le stesse e che il numero dei figli cali drasticamente, quando aumenta il livello economico della famiglia. Questo avviene in tutto il mondo, senza distinzione di razza, e religione.

Vi invito a leggere Factfulness e magari a farmi sapere la vostra reazione, se è simile alla mia. Così giusto per sapere.


6 commenti

  1. Non odiarmi, ma ieri ho letto un articolo di Nature con un sacco di dati: pare che la mancanza di lavoro faccia diminuire la mortalità nelle metropoli. Certo: c’e meno traffico (=meno incidenti e meno smog), meno stress, meno incidenti sul lavoro. Ma di base, ovviamente, non si sta meglio, si vive solo di più. Ne vale la pena?

    • Odiarti, e perché mai? Trovo,invece interessante la tesi di Nature sulla qualità della vita nelle metropoli. Ma i dati dicono che il benessere mondiale è in continuo aumento. Inoltre quante persone vivono nelle metropoli? E’ ormai acclarato che si vive meglio nei piccoli centri.

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