Perché nella mia classe la Giornata della Memoria non tramonta mai

Gli insegnanti che nelle scuole portano avanti delle attività per La Giornata della Memoria  sanno che l’argomento non si esaurisce certo in un giorno. Nella nostra classe l’argomento Shoah è stato discusso da tutte e tre le docenti del team. La mia collega di Musica ha fatto cantare la canzone di Guccini Il bambino nel vento, l’insegnante di Religione Cattolica ha fatto vedere il cartone animato La stella di Andra e Tati. D durante le ore di Italiano, a conclusione delle attività, i bambini hanno prodotto un testo personale. Quante emozioni e riflessioni profonde!

Nella nostra semplicità per trattare l’argomento abbiamo impiegato una settimana, ovviamente non abbiamo trascurato le altre discipline: storia, geografia, matematica, educazione motoria e quant’altro. Per una settimana abbiamo inserito la Giornata della Memoria nella nostra routine.

Per quanto mi riguarda, l’argomento non è certo esaurito qui, infatti durante l’anno coglierò ogni occasione per fare riferimenti e collegamenti affinché quello che è stato capito oggi non vada perduto domani. Sopratutto con i comportamenti.

A scuola non tollero nessuna discriminazione o anche semplice accenno di derisione nei confronti di chi é diverso o in difficoltà. Sono inflessibile, anche nel bel mezzo della lezione, che ho preparato con tanta cura, sono capace di fermarla e aprire una parentesi per far riflettere e metter in rilievo il comportamento o l’atteggiamento sbagliato. Mi fermo sempre, anche semplicemente per dire: Allora non avete capito nulla, devo ripetere tutto quello che ho detto? Ma io non ripeto, è il bambino che ha sbagliato che rispiega tutto il ragionamento. Repetita iuvant. Chiusa la parentesi riporto l’attenzione sull’argomento della lezione.

Questo mio agire può sembrare noioso e che porti via tanto tempo, invece no. Assicuro che non sono indietro con il programma in nessuna disciplina. Che serve avere dieci in tutte le materie se sei antipatico, maleducato e irrispettoso? I dieci vissuti in solitudine e facendo del male ai compagni portano tanta tristezza. E infelicità. Ma noi siamo per far vivere la felicità, a tutti.


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