La nebulosa della riforma della scuola 2014

Fino all’ora di pranzo ero ignara di tutto, mentre scolavo la pasta il tg2 annuncia la riforma della scuola. Mi rimangono impresse soprattutto le 36 ore. Non vedevo l’ora di finire di mangiare per smanettare in internet e saperne di più. Nell’ora della digestione ho scoperto che tutto il cancan è stato scatenato da un’intervista. Si sa ancora molto poco e insultare i ministri e sottosegretari non mi sembra opportuno e positivo. Abbiamo solo un’intervista e i vari commenti. Però ci ho pensato e le mie conclusioni non sono diverse da quelle dei mesi scorsi.

1) la scuola italiana ha bisogno di essere rinnovata nei contenuti e nei metodi, soprattutto la scuola media , che le varie riforme avute nei decenni passati non l’hanno neanche sfiorata.

2) occorre assolutamente quantificare le ore che un insegnante trascorre a preparare lezioni e correggere compiti. E’ bene che si tenga conto delle discipline,  del numero di alunni e di classi. Io ho sette classi e insegno inglese nella scuola primaria. Non penserete che arrivi ogni giorno in classe senza sapere cosa devo fare o che i test vengano corretti nottetempo dai folletti di Babbo Natale, vero? Per fare questo non rimango a scuola, ma lo faccio a casa, in comodità e vicino al termosifone. Se rimanessi a scuola mi terrebbero al freddo e dovrei portarmi le candele da casa?

3) E’ vero che esiste il problema del reclutamento dei docenti, ma urge di più l’aggiornamento costante dei docenti. Non faccio un corso di aggiornamento dalla notte dei tempi, ci sono piovute addosso tante novità e nessuno ce ne ha parlato, se poi si ha la disgrazia di avere un preside come il mio, si ha la morte pedagogica dell’insegnante. Non posso aggiornarmi per conto mio:  non me lo posso permettere e i libri costano un sacco! Quel poco che ho in più lo destino a comprare quaderni e penne ad alunni in difficoltà. Tutte le aziende che vogliono andare avanti sanno che si deve aggiornare  costantemente a suo carico il personale, perché la scuola non lo dovrebbe fare?

4) Per fare le riforme ci vogliono soldi: per tutto il personale impegnato, ricordo che la scuola non è fatta solo da insegnanti e alunni, ma ci sono anche anche i bidelli, le scuole aperte fino a tardi non si aprono, chiudono e puliscono da sole! Ci vogliono soldi per il riscaldamento e la corrente. Se rimango a scuola 7/8 ore avrò diritto al pasto? Dove mangeremo, apparecchieremo sopra la cattedra, come facciamo il giorno della programmazione?

In linea di massima non sono contraria alle novità proposte, non mi spaventa il lavoro  né l’aumento delle ore (che già faccio) ma vorrei avere la possibilità di dire la mia, di ragionare serenamente da sola e con i colleghi, potremmo avanzare delle proposte e dire quali sono le cose fattibili e quelle migliorabili. Non vorrei che questi rumors siano portatori di un’altro ennesimo taglio alle radici, già malate, della pianta della scuola.

Un ultimo pensiero va, come sempre, alle mie colleghe ultrassessantenni. Che ne sarà di loro? Riusciranno a sopravvivere anche a  questo?

 

 

Decisioni importanti lugliesche

Siamo arrivati a luglio. Inizia il mio tempo lento lento lentissimo. Tutte le cose possono essere fatte con calma e rimandate all’infinito, poi magari mi accorgo all’ultimo che non c’è più tempo e corro come una pazza. Cercherò di non farlo 🙂

Da questo momento ho 9 settimane prima che cominci il nuovo anno scolastico. Ho già preso delle decisioni importanti: non accetterò nessun incarico di collaborazione con il dirigente. E’ una scelta maturata già da tempo. Voglio dedicare le mie energie ad  altre cose, non voglio più sprecare energie fisiche e mentali con un dirigente superficiale e inetto a cui togli le castagne dal fuoco e poi ti butta nel fuoco. Queste sono ottime ragioni per mollare, ma la ragione vera è che non voglio essere presuntuosa e sentirmi il salvatore della patria scolastica, voglio semplicemente riprendermi la mia vita, sedermi in mezzo agli altri, sorridere e pensare solo ai bambini.

Dieci anni di collaborazione con vari dirigenti sono tanti, tantissimi. Ho dato tanto e avuto tanto, ma  credo sia arrivato il momento di dar spazio a qualcun altro con nuove idee e grinta. Avrà tutta la mia solidarietà e collaborazione, gli dirò quali sono le trappole da evitare e quali sono i nostri pregi. Gli auguro tutto il bene del mondo, ne avrà estremamente bisogno. Coraggio. Io lascio, avanti un’altra.