Ti voglio molto bene

Questa volta no, non sono stata molto professionale. Ho urlato tanto. Più urlavo e più mi rendevo conto che stavo perdendo il controllo della situazione.  Questo mi innervosiva  ancora di più, non con l’alunno con me stessa. Iniziava seduta stante la sequenza dei rimorsi. Come potevo uscirne, senza ledere la mia autorevolezza e dando al bambino la certezza che niente era perduto? In qualche modo ne sono uscita, l’ho mandato due minuti fuori dall’aula e poi gli ho parlato nell’andito.

Avevo davanti Effe, un ragazzino di quinta, l’avrei preso volentieri a schiaffi per come mi stava rispondendo senza rispetto e senza alcun timore. Gliel’ho pure detto. Sfidandomi, mi ha risposto che non potevo farlo.

E’ vero, non posso farlo, ma perché io decido di non farlo e di non arrivare a tanto. Mi sto autocontrollando, con fatica, ma ce la faccio. Però potrei anche decidere di superare il limite, picchiarti e pagarne le conseguenze. Se dovessi arrivare a tanto, chiamerei subito i tuoi e anche il preside, mia autodenuncerei anche con telefono azzurro! Tu mi hai fatto arrabbiare, e tanto, ma non perché non fai i compiti e stai sprecando così il tuo talento, che altri vorrebbero, ma perché dici tante bugie. Sai che sono bugie e cerchi di convincere me e te stesso che hai ragione tu. Ma non è così, tu non fai le cose, e rimangono non fatte, gli altri vanno avanti e tu sei sempre indietro. Lo stai decidendo tu, nessuno può fare il tuo lavoro, nessuno.

Stai combinando tanti guai, qui a scuola e anche a casa. Ti senti grande e invece hai solo 10 anni. No, non ti dico quello che hai fatto perché tu lo sai, e lo sappiamo anche noi insegnanti. Ti stiamo controllando, se ti peschiamo con le mani nel sacco passi guai seri. Alcuni adulti hanno per cose simili hanno subito un processo e sono stati condannati per molto meno. Ti senti invulnerabile perché sei un bambino, ti senti forte e magico. Però stai crescendo e fra qualche anno avrai quattordici anni e poi avrai diciotto anni e sarai responsabile di tutto quello che farai. Vuoi fare una brutta fine? Se questo succedesse, mi dispiacerebbe moltissimo per te e la tua famiglia. Io sto dando tutto, potrei fregarmene, tanto fra cinque mesi non sarai più mio alunno, ma come vedi sono qui, ho bloccato la lezione,  e ti  ripeto le cose che ti ripeto senza stancarmi da quando eri in prima elementare. Ora ti dico anche altre cose, perché sei più grande e le capisci. Un giorno,forse dirai a te stesso, aveva ragione la maestra. Ti voglio molto bene e credo che te ne vorrò sempre, anche tu devi voler bene a te stesso e trovare la forza di dire no a certe cose facili, a certe risposte che dai. Sforzati ce la puoi fare. Io sono sempre qui pronta a lodarti quando fai bene le cose.

PS. Effe è un ragazzino molto intelligente, vittima di una famiglia sballata, che ha rovinato un fratello prima di lui, anch’egli era stato mio alunno. La situazione è  da manuale,  racchiude in sé tutta la casistica della famiglia sbagliata.  Noi a scuola con i pochi mezzi che abbiamo riusciamo a stento a contenerlo,  assistiamo giorno per giorno alla crescita dei problemi di questo ragazzino, che purtroppo se continua così avrà la strada segnata.

Oggi è San Biagio

Buon lunedì, buon inizio di febbraio. Oggi è San Biagio, santo molto venerato dalle mie parti. In molte chiese si impartisce la benedizione della gola: il sacerdote benedice con due candele incrociate la gola dei tutti i fedeli. Se soffrite, come me, di mal di gola perenne,  e siete credenti, potete approfittarne!

San Biagio era  vescovo di Sebaste, in Armenia, martirizzato nel 316 circa, per aver rifiutato di  rinnegare la propria fede. In vita compì tanti miracoli, l’ultimo fu quello di salvare un bambino che stava morendo soffocato da una spina di pesce conficcatagli in gola. Da lì la tradizione della benedizione della gola.

San Biagio è un santo molto venerato in tutt’Italia, in ogni regione per l’occasione  si preparano dei dolcetti, ottimi per il mal di gola, che sono benedetti dai sacerdoti. A Milano si mangiano gli avanzi del panettone di Natale, conservati per questa ricorrenza. Per la serie non si finisce mai di imparare, ho scoperto che San Biagio  è il santo patrono della città di Maratea, nella cui Basilica sono custodite dal 723 le reliquie . Addirittura si festeggia due volte, oggi e poi a Maggio, per l’anniversario della traslazione delle reliquie, si fa un mega festa che dura otto giorni!

Ieri era la Candelora e visto il tempaccio, nell’inverno siamo proprio dentro, e pure le ombre della marmotta americana ci dicono che avremo ancora sei settimane d’inverno. Non avevo dubbi che quest’anno il clima ricalcasse quello dello scorso anno!  Non dovrei dirlo così “ma a me non mi piace l’inverno”.