25 Aprile: La Festa della Liberazione

25 Aprile: la felicità degli Italiani
25 Aprile: Liberazione e Felicità

Il 25 aprile è Festa nazionale. La Festa della Liberazione dell’Italia dall’oppressione nazi-fascista.

Il 25 aprile ricordiamo che l’Italia era sotto una dittatura. Il 25 aprile ricordiamo i partigiani e le partigiane che sacrificarono la loro vita. Il 25 aprile cordiamo che gli ideali di libertà e democrazia hanno vinto. Questa è storia, nessuno potrà cancellarlo, sminuirlo o modificarlo.

Mi unisco alla maggior parte degli Italiani che riconoscono e il valore della Festa della Liberazione, che ho già celebrato con dei post nel 2018 e nel 2016.

Mi unisco a tutti coloro che manifestano per gli ideali per cui lottarono le partigiane e i partigiani italiani: Pace, Giustizia e Libertà.

Viva il 25 Aprile, viva la Resistenza, viva la Costituzione, viva l’Italia.

25 Aprile: Liberazione e Gioia

Perché l’uovo è simbolo della Pasqua? E i coniglietti?

Mentre a scuola leggevamo e commentavamo la Poesia sulla Pasqua “L’uovo arcobaleno” di E. Bellini, che trovate alla fine del post, una bambina mi ha chiesto: – Maestra, ma se a Pasqua si celebra la Resurrezione di Gesù, mi spieghi cosa c’entra l’uovo con questo? Bella domanda no? Siccome ero preparata ho più o meno risposto così.

Già prima del Cristianesimo, per i pagani per la loro forma e la sostanza,le uova rappresentano la vita. Per alcuni popoli, il Cielo e la Terra erano considerati due metà dello steso uovo. Anche gli uccelli erano considerati un ritorno alla vita, si pensi alle rondini che in primavera tornano ai loro nidi, i quali vengono risistemati per accogliere le uova. Tutti sappiamo che quando tornano le rondini, e altre specie di altri uccelli, il freddo è passato e l’inverno è finito. O quasi finito, occhio ai colpi di coda invernali!

Nelle antiche civiltà nelle varie epoche, le persone si scambiavano le uova di gallina come dono, durante le feste primaverili e il giorno dell’equinozio di primavera. Si hanno notizie di questa usanza praticata dai Greci, Cinesi, Persiani e persino dagli Egizi!

Nel Medioevo si decoravano le uova di gallina e cominciarono a comparire le uova d’argento, d’oro e di altri materiali. In epoca più recente sono famose le uova create dall’orafo Fabergé, che nel 1883 creò per la Zarina Maria un meraviglioso uovo di platino smaltato con all’interno un piccolo pulcino d’oro.

Ai giorni nostri abbiamo tante di uova di tutte le grandezze e materiali, fino ad arrivare all’Ovetto Kinder, che potendolo comprare tutti i giorni oltrepassato la stagionalità primaverile.

Comunque, l’uovo con la sua forma e il suo contenuto interno, rappresenta sempre la vita che rinasce. Infatti, l’uovo sembra inanimato, invece dentro c’è la vita. Il sepolcro di Gesù è privo di vita, invece dopo tre giorni è Risorto a nuova vita. Ecco che l’uovo diventa simbolo di Resurrezione.

Coniglietti e lepri pasquali

Anche i coniglietti e le lepri pasquali sono simbolo di rinnovamento della vita coincidente con l’inizio della stagione primaverile. Queste tradizioni Si narra che essa nasca dai riti pre-cristiani sulla fertilità che vedevano nel coniglio e nella lepre, in quanto animali molto fertili, i simboli del rinnovamento della vita che coincideva con l’inizio della stagione primaverile.

La simbologia dei coniglietti e lepri pasquali ha origine nelle culture dell’ Europa occidentale. Le lepri e i conigli, animali particolarmente prolifici, in primavera si possono vedere correre nei prati e scatenarsi in danze amorose. Così anche loro che erano simbolo rinascita della natura e della fertilità, con il cristianesimo divennero simboli della Resurrezione.

Anche se l’usanza del coniglietto pasquale non è una tradizione originaria italiana, negli ultimi anni nelle pasticcerie e nei supermercati, sono comparsi coniglietti di cioccolata o di peluche. Addirittura in tanti e paesi e città, il giorno di Pasqua si organizzano le caccia alle uova con protagonista il coniglio chiamato Pasquale. Il massimo della sintesi della simbologia pasquale!

L’uovo arcobaleno di Eleonora Bellini

Quando l’ho aperto, con stupore
ho trovato sorprese d’ogni colore:
giallo il sorriso d’un cinesino,
rosso il canto di un algerino,

azzurro il sorriso di uno svedese,
verde la capriola di un portoghese,
violetta la danza di mille bambine,
indaco i suoni di mille ocarine.

E arancione rotondo e paffuto
un sole caldo di benvenuto,
un sole caldo paffuto e rotondo
uguale per tutti i bimbi del mondo.


Domenica delle Palme

Domenica delle Palme

Oggi è la Domenica delle Palme. Inizia così la settimana più importante per noi cristiani. Una settimana che inizia con l’arrivo trionfale di Gesù a Gerusalemme e finisce con la sua gloriosa Resurrezione. Ma di mezzo c’è la sua Passione e Crocifissione.

Sarà la prima Pasqua diversa; una Pasqua senza mio padre, con tutte tradizioni di famiglia da reinventare. Cristo è risorto anche per questo, per fare nuove le cose vecchie.

Buona Domenica delle Palme

Factfulness, il libro più bello dell’anno

L’anno scorso ho letto 31 libri. Per i miei standard sono pochi, di solito ne leggo circa 50. Nonostante questo calo, sono ancora una forte lettrice. I forti lettori sono quelli che leggono 12 libri all’anno, un libro al mese. Quindi sono ancora ben aldilà della media nazionale e sono ben felice di questo. Ma dovessi leggere solo 12 libri in un anno vi autorizzo ad allarmarvi!

L’anno scorso comunque ho letto tanti bei libri, che mi hanno fatto compagnia e regalato dei bei momenti, in uno degli anni più dolorosi della mia vita. Il libro che mi ha entusiasmato e riempito di gioia in assoluto e che a sprazzi rileggo ogni tanto è Factfulness di Hans Rosling.

Cosa vuol dire Factfulness

Un mio contatto in Facebook, non ricordo bene chi, un giorno scrisse un post con una sola parola factfulness, altri tre o quattro contatti commentarono con delle risposte sibilline. Mossa dalla curiosità, digitai la parola in un dizionario online e scoprii che factfulness in italiano significa pieno di fatti. La scoperta non mi diceva niente e non andai oltre. Dopo un po’ di tempo tra le proposte di letture, nel mio kindle comparve la copertina del libro in questione, avendo lettone poche righe, acquistai subito quello che considero il libro più bello che ho letto l’anno scorso.

Visione catastrofica del mondo

Il libro Factfulness, scritto in prima persona dall’autore medico e statistico, parla del mondo e di come lo interpretiamo. Quasi tutti noi abbiamo una visione catastrofica e sbagliata del mondo. Per dimostrare questa tesi l’autore all’inizio del libro ci sottopone ad un test di 13 domande sulla popolazione mondiale, sull’istruzione delle bambine, sull’aspettativa di vita, sugli animali in via d’estinzione e sul riscaldamento globale del pianeta. Volete ridere? Io che mi reputo di essere ben informata, ne ho azzeccate 3 su 13, meno di uno scimpanzé che tira ad indovinare!

Le risposte sbagliate mi hanno gettato un po’ nello sconforto, come era possibile? A quanto pare non sono stata l’unica, i miei stessi risultati li hanno ottenuti anche migliaia e migliaia di studiosi e scienziati, tutti disinformati quanto me. Alla fine del libro, rifacendo lo stesso test ho risposto bene a tutte le domande. Evviva! Non ho barato e non ho certo studiato a memoria i tanti dati statistici che avevo letto nel libro. Non posso neanche permettermelo, visto che ormai ho la memoria di una gallina in fuga.

Come ho fatto? Ho semplicemente capito il messaggio del libro di Hans Rosling: il mondo non sta andando a rotoli, anzi anno dopo anno, passo dopo passo il mondo migliora e nonostante le difficoltà l’umanità ha fatto progressi straordinari in tutti continenti, senza distinzione di etnia, razza o religione.

Il mondo non così brutto

Il mondo non è così drammatico come crediamo, o ci fanno credere. Non è buonismo o ottimismo a buon mercato, sono fatti concreti, factfulness, dati statistici dell’ONU e di altre organizzazioni mondiali. Sono dati pubblici, pubblicati e verificabili da chiunque, che mi hanno sbalordito. Come tanti, ad esempio pensavo che la popolazione mondiale si dividesse in due, da una parte i ricchi e da una parte i poveri. Beh, non è più così da tantissimo tempo. Abbiamo quattro livelli di reddito: nel livello 1 ci sono le persone in estrema povertà che vivono con 1 dollaro al giorno; nel livello 2 ci sono le persone che vivono con 4i dollari al giorno; nel livello 3 ci sono le persone che vivono con 16 dollari al giorno; nel livello 4 ci sono le persone che vivono con più di 64 dollari al giorno. La maggior parte della popolazione mondiale si trova a metà strada, tra il livello due e il livello tre: quello che ha l’acqua potabile in casa, ha un auto, ha il frigo, garantisce una buona istruzione ai propri figli.

Il buco dell’ozono si sta chiudendo

Solo vent’anni che non è più così. Vent’anni fa era il 1999. Quanti progressi fatti! Sotto i nostri occhi. Pochi li segnalano e quando succede la nostra attenzione è subito catturata delle notizie drammatiche quotidiane che ci travolgono e ci fanno cadere nel pessimismo assoluto. Animo! Il mondo è in progresso! Nonostante le difficoltà e i problemi l’uomo riesce sempre a trovare le soluzioni per riparare i danni che combina. Ricordate il buco dell’ozono? Era una problematica ambientale mondiale, molto sentita alcuni decenni fa. Il buco dell’ozono si sta richiudendo. Chi di noi ha letto questa notizia grandiosa? Grazie alle manifestazioni della gente che è scesa in piazza e nelle strade per chiedere alle grandi multinazionali di eliminare il gas dannosi all’ambiente, questo grande problema si sta risolvendo. Infatti, oggi i gas dei frigoriferi e delle bombolette a gas sono diversi e non procurano danni l’atmosfera. Chi lo sapeva? Nessuno!

Calo della mortalità infantile

Altro dato eccezionale: la mortalità infantile mondiale si ridotta tantissimo, è stata quasi abbattuta in pochi decenni, non solo nel mondo occidentale. Il problema non è stato risolto del tutto, ma ci sono stati stati grandi progressi. Chi ha letto o questa notizia eccezionale? Io no, da nessuna parte. E’ una notizia, che come altre, dovrebbe essere in prima pagina almeno una volta all’anno. Invece sappiamo bene che si preferiscono le notizie spaventose e tragiche.

Il progetto Dollar Street

Ho trovato questo libro così positivo che mi ha liberato dall’angoscia per il futuro del mondo. A metà libro ero così felice che avrei voluto abbracciare lo scrittore, ma poi ho scoperto che è morto per un tumore al pancreas prima che il libro venisse pubblicato. E’ stato infatti terminato dal figlio Ola Rosling e dalla nuora Anna Ronnlund, che già erano titolari di una società che si occupa di statistiche, a cui manco a dirlo ho dato un occhiata. Invito a farvi un giro lì anche voi. Troverete un lo strabiliante progetto Dollar Street, in cui sono state fotografate centinaia di famiglie nel mondo. Sono stati fotografate le condizioni in cui vivono nei 4 livelli economici: con 1 dollaro, 4 dollari, 16 dollari, 64 dollari al giorno. E’ sbalorditivo notare che, in tutte le latitudini, le condizioni di vita nei vari livelli siano le stesse e che il numero dei figli cali drasticamente, quando aumenta il livello economico della famiglia. Questo avviene in tutto il mondo, senza distinzione di razza, e religione.

Vi invito a leggere Factfulness e magari a farmi sapere la vostra reazione, se è simile alla mia. Così giusto per sapere.


Le mie vacanze in Sardegna a Santa Maria Navarrese: mare, buon cibo e relax

Torre Spagnola di Santa Maria Navarrese
Torre spagnola di Santa Maria Navarrese
Questi giorni sto pensando a come organizzare le vacanze estive. Sarà che sono stanchissima, sarà che Booking.com e le varie compagnie aeree tutti i giorni mi mandano le mail con offerte allettanti, fatto sta che quest’anno invece di organizzarmi, come mio solito, all’ultimo minuto, vorrei pensarci per tempo e così risparmiare qualche euro. Non so ancora quando e dove andrò. So però che dovrò come al solito consumarmi gli occhi sul pc, perché non solo le vacanze degli insegnanti sono concentrate nei mesi con le tariffe più alte, ma devo anche fare i conti con gli impegni di mio marito. Animo, non mi perdo certo d’animo! Nel frattempo, finalmente, pubblico il post delle vacanze dell’estate scorsa. Nonostante lo stato di salute di mio padre, lo scorso anno incastrando i vari impegni di famiglia, siamo riusciti a ritagliarci una settimana di vacanza al mare dopo Ferragosto. Per sicurezza siamo rimasti in Sardegna e abbiamo scelto la splendida Santa Maria Navarrese in Ogliastra. Certo che se fossimo partiti, come avevamo progettato di fare all’inizio, ai primi di agosto avremmo speso di meno e non saremmo incappati nella settimana più piovosa dell’estate scorsa. Nonostante ciò ringrazio, ancora il cielo che abbiamo avuto modo di staccare e di vedere dei bei posti. Inoltre la mia salute per tutto l’inverno ha beneficiato di questa settimana al mare.
Chiesa di Santa Maria di Navarra dal sito turismobaunei.eu

La borgata di Santa Maria Navarrese

A Santa Maria Navarrese  c’ero già stata con i miei genitori tanto tempo fa;  per tanto tempo intendo quando ero adolescente. Quindi i ricordi che risalivano all’altro millennio, erano erano pochi e confusi, ma positivi. Ricordavo un piccolo borgo con una grande piazza con al centro una chiesetta bianca. Ricordavo bene. Infatti Il simbolo di Santa Maria Navarrese è la chiesetta medievale. Questa chiesa, secondo la leggenda, fu fatta costruire poco dopo l’anno 1000 dalla principessa di Navarra, in onore della Vergine Maria, per essere sopravvissuta al naufragio della sua nave. La chiesetta si trova al centro della piazza, circondata da olivastri millenari. In questa piazza suggestiva tutti gli anni si svolge la Sagra della Capra di Baunei, che noi, purtroppo abbiamo mancato per un pelo, siamo infatti arrivati il giorno dopo! Comunque non durante la settimana non ci siamo certo fatti sfuggire l’occasione di apprezzare la bontà della capra baunese.

La mitica ospitalità sarda: non sei un turista ma un ospite da coccolare

Santa Maria Navarrese è un piccolo gioiello della sempre splendida Ogliastra. Abbiamo trovato un luogo tranquillo e ordinato, a misura di famiglia. I costi di tutto ciò che offre sono corretti e giusti in base ai servizi richiesti. Ad esempio i prezzi delle merci dei piccoli market sono normali, non strozzano il turista. La gente di Santa Maria Navarrese, che è una frazione del comune di Baunei, che sta più su rispetto al borgo marino, è accogliente e disponibile. Se hai un qualsiasi problema si fa in quattro per risolverlo, e se non lo possono risolverlo loro coinvolgono altre persone che sanno risolverlo, o chiamano persone che conoscono qualcuno che sappia farlo. E questa la vera mitica ospitalità sarda. Santa Maria Navarrese accoglie il forestiero non come turista ma come ospite.

Sapori d’Ogliastra

A Santa Maria Navarrese si trova davvero tutto quello che si vuole per una vacanza di relax. Non manca il buon cibo e ristoranti offrono il meglio della cucina dell’Ogliastra. Abbiamo davvero mangiato benissimo in tutti i ristoranti, ma a mè rimasto nel cuore Mec Puddu’s che anni fa havinto un contenzioso con il famoso fast food americano, a cui non piaceva l’assonanza del nome del locale. Assicuro che tutti che Mec Puddu’s è un ristorante italianissimo, anzi sardissimo. I primi giorni ci siamo lasciati scoraggiare di gruppi di persone che stavano davanti al locale ad aspettare il turno per sedersi. Una sera però mi sono impuntata dicendo che non sarei andata via da Santa Maria Navarrese senza aver cenato lì. La sera siamo stati particolarmente fortunati e abbiamo aspettato solo dieci minuti. Sono da Mec Puddu’s pensando di ritornarci al più presto per mangiare pietanze diverse da quelle appena mangiate. Era tutto così buono che ho pensato a mangiare e non fatto neanche una foto.
Il proprietario del b&B Porto Quatu, ci ha detto che le attività turistiche aperte a Santa Maria Maria Navarrese, sono in mano quasi tutte a persone di Baunei le quali si sono consorziate stipulando il patto di non vendere a grandi gruppi speculativi proprio per non perdere l’impronta originaria. Devo dire che stanno riuscendo benissimo a essere ospitali e innovativi ma nello stesso tempo attaccati alle tradizioni. Complimenti a loro.
Spiaggia di Santa Maria Navarrese

La spiaggia di Santa Maria Navarrese

Le spiaggie di Santa Maria Navarrese non hanno la classica sabbia fine e bianca da cartolina, la sabbia infatti è chiara e grossa, mista a ghiaia e a ciottoli. Questa sabbia a fine giornata è un toccasana perché non ti rimane attaccata alle gambe, basta passare la mano o scuotere l’asciugamano e sei già mezzo pulito. La spiaggia principale è a due passi dal centro della borgata. La spiaggia è incassata tra rocce rosate, su cui svetta una torre spagnola, che è una vecchia postazione d’avvistamento contro le incursioni saracene del XVII Secolo. L”acqua è verde trasparenti, limpida con il fondale basso, ideale per i bambini. Infatti c’erano tante famigliole. In lontananza, sulla stessa linea di costa, si intravvedono le rocce rosse di Arbatax e la lunghissima spiaggia bianca di Su Tancau a Mare che è frazione di Lotzorai.
Alberi secolari dell’Altipiano del Golgo

L’Altopiano del Golgo di Baunei

Come si può notare dalle foto, il tempo non è stato bellissimo. Questo ci ha consentito di andare a Baunei e recarci nell‘Altopiano del Golgo dove abbiamo visto la chiesetta campestre di San Pietro, la voragine carsica Su Sterru che è la più profonda d’Europa e le antiche pozze As Piscinas .
L’Altipiano del Golgo è conosciutissimo dagli amanti del trekking in quanto è il punto di partenza per accedere alla foresta del Bacu Canale e a Pedra Longa, pinnacolo di 128 metri a picco sul mare, oppure con un trekking di soli tre chilometri e mezzo, si raggiungono le incantevoli d Cala Goloritzè e Cala Sisine. Noi ci siamo limitati a chiedere informazioni perché avevamo gli scarponi adatti e l’acqua necessaria. Ci siamo ripromessi di tornare e di fare qualche escursione a piedi. Chissà che goduria potersi tuffare in quelle splendide spiagge! Dopo aver faticato camminando in antichi percorsi che attraversano quella valle calcarea con alte pareti e boschi di lecci centenari, sarebbe proprio una bella ricompensa! O no?
Culurgiones di Baunei
Visto che non abbiamo fatto l’escursione a piedi, mentre rientravamo a Santa Maria Navarrese, ci siamo fermati in un bar lungo la Strada Orientale Sarda, questo bar ha anche un ristorante che dà sul Belvedere. Ci siamo consolati della mancata camminata mangiando degli ottimi culurgiones ripieni di patate e formaggio con sugo di capra. Così buoni, ma così buoni che li ho mangiati lentamente, volevo che non finissero mai! Avrei bisogno di una vacanza così! Subito però!

Perché sostengo Greta Thumberg e partecipo ai #fridaysforfuture

Stoccolma. Ad agosto la protesta è iniziata così
Il 22 marzo si protesta anche a Cagliari

Appartengo alla categoria degli entusiasti dell’iniziativa #fridaysforfuture, venerdì per il futuro. Quest’estate ad agosto, mentre mezza Italia era ancora in spiaggia, in Svezia era già iniziata la scuola. Una ragazzina di quindici anni di nome Greta Thumberg decide, con il consenso dei genitori, di non andare a scuola e di manifestare davanti al parlamento svedese finché i governanti prendano atto del cambiamento climatico ed emanino leggi in favore dello sviluppo sostenibile. La giovanissima Greta aveva in mente di protestare solo per un mese, ma poi la protesta è andata a portata avanti fino ad oggi, coinvolgendo man mano tutti i venerdì sempre più persone, fino ad arrivare allo sciopero mondiale Global Climate Strike For Future del 22 marzo. Il il 24 maggio si terrà Global Climate Strike 2 for Future . Abbiamo tempo per prepararci al meglio.

So benissimo che Greta senza il supporto degli adulti non avrebbe davvero messo in movimento milioni di persone, ma con la sua caparbietà ha coinvolto prima i suoi genitori, poi i giornalisti incuriositi vedevano davanti al parlamento ogni venerdì dell’inverno svedese. Infine i sono arrivati e social. Oggi davvero si può passare in un battito di ciglia dall’anonimato assoluto alla ribalta mondiale.

Tutti ne parliamo, in bene o nel male. Io ne parlo bene. Non sto a perdere tempo a elencare le fesserie dette dai adulti bulli nostrani e mondiali, che cercano di screditare e massacrare Greta. Guardando il dito e non la luna. Alcuni andrebbero radiati dall’ordine dei giornalisti. I peggiori sono proprio quelli che scrivono editoriali contro i bullismo dei giovani. Da che pulpito viene la predica!

A me di Greta interessa sapere se quello che dice è corretto o meno. Se la sua protesta sia da sostenere o no. Non credo che ci sia qualcuno che metta in dubbio che in mare c’è più pesce che plastica; questa poi finisce nel ciclo vitale e così corriamo il rischio di mangiare la plastica invisibile che mangiano i pesci. Chissà che bontà!

Questa plastica trasformata in pesce la mangiamo tutti: anche Trump e i detrattori di Greta. Non si scappa da questo inquinamento. Anche i paradisi tropicali sono invasi dalla plastica! Vogliamo continuare così? O fare ora qualcosa di concreto per evitare il disastro totale? Per produrre sostenere la nostra società consumistica usa e getta, le fabbriche inquinano inutilmente l’aria, creando un surplus di calore che sta aumentando lo sconvolgimento delle stagioni.

Attenzione: io sostengo che il cambiamento climatico segue un andamento naturale ciclico, cioè per qualche decennio le temperature sono più fredde e in nel decennio successivo le temperature sono più calde. Ma questo non toglie che l’inquinamento globale contribuisca in negativo al cambiamento climatico mondiale.

Non mi va di vedere le spiagge invase dai rifiuti di plastica e provo orrore se penso che invece mentre sto gustare una freschissima orata in realtà sto mangiando la plastica usata da me stessa!